Poste, Dizzasco sorride e Grandola piange

Il sindaco di Dizzasco, Aldo Riva a Roma

Ben 4mila sindaci sono stati riuniti ieri a Roma da Poste Italiane. Sono i rappresentanti dei comuni con meno di 5mila abitanti. Un confronto a un anno di distanza dall’introduzione di alcuni nuovi servizi. All’incontro, con l’ad di Poste, Matteo Del Fante, anche il presidente del Consiglio Conte e ben sei ministri – Gualtieri (Economia), Catalfo (Lavoro), Franceschini (Cultura), Pisano (Innovazione), Boccia (Affari regionali), Provenzano (Sud e Coesione territoriale) – oltre al presidente dell’Anci, Decaro. I problemi con le Poste, soprattutto per il recapito, non mancano sul territorio lariano. Lo abbiamo evidenziato domenica su queste colonne, in un’inchiesta che ha toccato in particolare due centri tra Lario e Ceresio, Grandola ed Uniti e Bene Lario, con tanto di denuncia da parte dei due sindaci.

Sul palco di Roma è però stata presentata una “case history” positiva, proprio nella provincia di Como, a Dizzasco, in Valle Intelvi, dove lo scorso anno erano stati segnalati diversi problemi.
Lo ha confermato, davanti a una platea così qualificata, il giovane sindaco del paese, Aldo Riva, albergatore 25enne, che oggi verrà ricevuto con altri primi cittadini di piccoli comuni anche dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. «Le Poste, il Comune e la Chiesa sono i luoghi di incontro sociale dove le persone, nei nostri piccoli comuni, hanno la possibilità di ritrovarsi – ha spiegato Riva dal palco – La nostra fortuna è quella di avere un ufficio postale aperto 3 giorni a settimana che consente un servizio soddisfacente per la cittadinanza, anche in considerazione del fatto che non ci sono sportelli bancari». Il sindaco ha spiegato come la promessa fatta a novembre dell’anno scorso da Poste Italiane, di trovare una nuova sede dell’ufficio, sia stata mantenuta. Nel comune è stato posizionato anche un Atm Postamat per il prelievo di denaro.

Una situazione ben diverse da quella che vive il “collega” Giancarlo Zanfanti di Grandola ed Uniti. «Qui da noi i problemi ci sono ancora e anche salendo verso Colico – spiega – L’ho sottolineato con tutta la nostra forza anche a Roma. Abbiamo avuto il sostegno diretto del presidente di Anci Decaro. Il nostro ufficio postale dovrebbe essere trasferito sulla Regina, avevo trovato due soluzioni. Gli impiegati cambiano ogni 6 mesi con contratti a tempo determinato, lo stesso vale per i portalettere. Nel nostro comune non c’è nessuna banca, le Poste sono fondamentali anche per i prelievi».

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