Poste “razionate”, la politica fa la voce grossa

Ora è ufficiale. Dopo le prime indicazioni di alcune settimane fa, e i commenti preoccupati dei sindaci interessati, adesso si conosce nel dettaglio l’elenco dei comuni coinvolti nel piano di riorganizzazione di Poste italiane.
Quattro gli sportelli lariani destinati alla chiusura definitiva: sono quelli di Camnago Faloppio, Bulgorello, Como 3 e Tremezzo. Ben 18, invece, le razionalizzazioni: Alserio, Anzano del Parco, Blevio, Brunate, Castelmarte, Cima, Colonno, Drezzo, Laino, Lanzo d’Intelvi, Nesso, Plesio, Pognana Lario, Rodero, Ronago, Sormano, Torno e Valsolda.
In questi paesi, gli uffici saranno aperti a giorni alterni. E subito il consiglio regionale e i sindaci insorgono. Ieri mattina il tema è infatti arrivato in Regione Lombardia – presente anche Rinaldo Redaelli (vicesegretario generale Anci Lombardia), dove è passata all’unanimità, nella seduta congiunta tra I e IV Commissione, la risoluzione sulla chiusura degli uffici postali in Lombardia annunciata da Poste Italiane.
«È fondamentale – ha detto il coordinatore regionale del Nuovo Centrodestra e presidente della I Commissione, Alessandro Colucci – che la Regione Lombardia si faccia carico delle istanze degli amministratori locali e dei cittadini che non possono subire passivamente le scelte delle Poste Italiane».
La riorganizzazione prevede la chiusura di 61 uffici in Lombardia e la riorganizzazione di altri 121. Inevitabili i disagi per la popolazione e probabili i disservizi per i comuni.
«Noi dobbiamo pensare al tessuto sociale e alle persone più deboli che non riescono certo a cambiare le abitudini – aggiunge il Consigliere Segretario dell’Ufficio di Presidenza, la comasca Daniela Maroni – La chiusura delle Poste fa venir meno un presidio di sicurezza e un punto di riferimento per i piccoli centri lombardi e questo va contrattato con il territorio, non calato dall’alto».
In serata è intervenuto anche il consigliere regionale del Pd, Luca Gaffuri.
«C’è stata una sottovalutazione dell’impatto del piano. Per questo crediamo che ci siano tutti gli elementi per chiedere di contestualizzare il piano nei territori, condividendolo con Anci e con le rappresentanze dei lavoratori, attraverso un tavolo che riunisca i vari portatori d’interesse», ha detto il consigliere Luca Gaffuri.
E la risoluzione di ieri impegna la giunta regionale a «intervenire presso il Governo per sospendere il processo riorganizzativo e attivare quanto prima un tavolo regionale con la presenza di tutti i portatori di interesse, dalle istituzioni alle organizzazioni sindacali, alle associazione dei consumatori e utenti», si legge nel testo.
Già in passato, il caso finì a Roma, dove i deputati comaschi del Partito Democratico, Chiara Braga e Mauro Guerra, avevano depositato un’interpellanza al ministro dello Sviluppo Economico.

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