Poste, sospeso il piano che taglia gli uffici

La rete degli uffici postali sul territorio provinciale torna a essere completamente operativa

Stop al piano di chiusura degli uffici postali che avrebbe dovuto scattare il 13 aprile.
La battuta di arresto è temporanea ma potrebbe rimettere in discussione le ricadute in riva al Lario dove sono previsti il taglio di quattro sportelli (l’ufficio Como 3 in via Diaz e quelli di Bulgorello di Cadorago, Camnago Faloppio e Tremezzo) e il ridimensionamento di altre 18 sedi con la chiusura a giorni alterni. Si tratta, in particolare, degli uffici di Alserio, Anzano del Parco, Blevio, Brunate, Castelmarte, Cima, Colonno, Drezzo, Laino, Lanzo d’Intelvi, Nesso, Plesio, Pognana Lario, Rodero, Ronago, Sormano, Torno e Valsolda.
«Il piano di Poste Italiane, che prevede in Lombardia la chiusura di 61 uffici e l’apertura a giorni alterni di altri 121 sportelli, sarà sospeso per qualche settimana e saranno prese in considerazione alcune eccezioni», ha annunciato ieri Daniele Nava, sottosegretario agli Enti locali della Regione.
La revisione del piano partirà dall’analisi delle esigenze e delle specificità dei territori coinvolti. A tal fine la prossima settimana verrà convocato un tavolo regionale.
Contro i tagli in riva al Lario hanno alzato le barricate non soltanto i sindaci dei Comuni interessati e i sindacati dei lavoratori postali, ma anche Villa Saporiti. L’altroieri il consiglio provinciale ha approvato all’unanimità la mozione contro la riorganizzazione degli uffici postali presentata dalla consigliera Maria Grazia Sassi (Forza Italia) e sottoscritta da Giovanni Rusconi (Lega), Emanuele Mambretti (Provincia civica) e Guido Rovi (Pd). Nel documento si fa presente che «la quasi totalità degli uffici comaschi che stanno per essere tagliati o ridotti sono collocati in zone montane o rurali», penalizzando così ulteriormente aree che già soffrono «per le carenze dei servizi, dalla sanità ai trasporti».
La mozione è stata fatta propria dal presidente di Villa Saporiti, Maria Rita Livio, la quale «ha preso l’impegno di sentire le organizzazioni sindacali e i vertici provinciali di Poste Italiane nel minor tempo possibile», come sottolinea una nota inviata ieri dalla Provincia.
Dal canto suo, Poste Italiane ha precisato ieri che il piano di razionalizzazione verrà comunque portato avanti, «dopo aver completato il dialogo avviato con le Regioni». Ma le possibili modifiche, avverte la società, saranno poche, anzi, si tratterà di eccezioni. «A valle di questo ulteriore confronto – si legge infatti nel comunicato delle Poste – conciliando le esigenze aziendali con le istanze e le possibili eccezioni rappresentate dai territori, daremo attuazione alla trasformazione della nostra azienda».
«La sospensione del piano da parte di Poste Italiane è una prima buona notizia – ha commentato ieri il consigliere regionale del Pd Luca Gaffuri – Ora si può ragionare con più calma aprendo finalmente il tavolo che abbiamo richiesto fin dall’inizio della vicenda. Il servizio postale non può lasciare scoperti tanti territori periferici, costringendo i cittadini a ulteriori disservizi».
Anche i sindacati, infine, plaudono alla decisione di Poste Italiane di sospendere il piano. «Evidentemente – scrive il segretario generale di Poste Cisl Lombardia, Giuseppe Marinaccio – hanno capito l’importanza di discutere il piano in via preliminare con i soggetti interessati, sindacato compreso».

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