Pozzi non prende posizione. «Aggredire non serve, bisogna capire»

Il consigliere regionale – Posizione attendista dell’ex vicecoordinatore. Ma nel mirino c’è soprattutto l’area ciellina
Forse la chiave per capire l’(anomalo) attendismo del consigliere regionale del Pdl Giorgio Pozzi sta nell’ultima frase detta prima di appendere il telefono.
«Le dimissioni del coordinamento? Bisognerebbe fare una netta distinzione tra i suoi componenti. Si tratta di due figure completamente diverse. Da un lato – ha affermato Pozzi – c’è un senatore della Repubblica, con capacità politiche di assoluta importanza, arrivato alla quinta legislatura. Dall’altro – ha proseguito il
marianese con un chiaro riferimento a Patrizio Tambini – c’è un’altra persona. La quale, insieme con il suo sindaco Stefano Bruni ha enormi responsabilità per la sconfitta di Como. Una responsabilità politica gravissima».
Difficile, quasi impossibile, non leggere in queste affermazioni anche il germe di un ragionamento politico basato sulla rottura dell’asse ex An (Butti)-Cielle (Tambini e Bruni), eventualmente per una saldatura con l’area liberal di cui Pozzi è rappresentante. Fantasia? Forse. Ma, di sicuro, anche un secondo passaggio del consigliere regionale lascia quantomeno intendere come il tandem con l’altro consigliere regionale Gianluca Rinaldin sia forse meno rovente del recente passato. Mentre Rinaldin ha attaccato frontalmente il coordinamento provinciale in carica del Pdl, Pozzi si è espresso così: «Sono contento che Rinaldin sappia già di chi sono le colpe e lo dica pubblicamente. Io, però, non voglio aggredire nessuno. Anche se è naturale che ora debba scattare un’analisi e una riflessione profonda sulle cause vere della sconfitta di Como».
Pozzi, in sostanza, intende «differenziarsi da tutti quelli che hanno parlato senza sosta in queste ore». «In troppi hanno perso di vista la politica – ha concluso il consigliere regionale – mentre adesso serve soltanto analizzare una sconfitta così forte e anomala nel capoluogo, senza mettersi le fette di salame sugli occhi e senza fare finta di nulla».
Sul futuro del Pdl, infine, Pozzi ha detto che «il partito durerà finché lo vorranno Berlusconi e i massimi dirigenti nazionali. Ora, comunque, a noi tocca ridare speranza alla nostra gente, capire le origini della sconfitta e tornare a coinvolgere i comaschi con un progetto serio».

Emanuele Caso

Nella foto:
Giorgio Pozzi

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