Cronaca

Pratiche automobilistiche fai da te, è caos

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Code e burocrazia
Selva di documenti e mesi di attesa per immatricolare una moto

La tecnologia non sempre accorcia le code agli sportelli. Anzi. A volte, nell’attesa, si rischia di invecchiare.
Lo sanno bene quanti si sono scontrati con il Servizio telematico dell’automobilista. Ovvero un sistema che consente ai cittadini di compiere in autonomia alcune operazioni, senza dover pagare intermediari, recandosi con i documenti già pronti direttamente al Pra (Pubblico registro automobilistico). Tra queste l’immatricolazione di un nuovo ciclomotore. A volte però il meccanismo

si può inceppare. E così ci possono volere mesi e vari pellegrinaggi al Pra – con relative code – per riuscire, finalmente, a vincere la battaglia telematica. Ecco una storia esemplare.
«Ho acquistato una moto 125 e subito, sapendo dell’esistenza di questo servizio, ho richiesto di poter avere, come espressamente indicato nel sito, i documenti di circolazione e di proprietà», si legge nella lettera dello sfortunato utente. E da lì è cominciato il calvario.
«Ero impreparato al labirinto nel quale sono stato catapultato. Mi sono dovuto recare svariate volte al Pra e anche dal concessionario che mi aveva veduto lo scooter. Ho fatto chilometri di strada e ho perso tempo. Mi è prima stato detto che erano necessari – da qui le lungaggini – dei documenti ulteriori che poi si sono rivelati inutili. Mi hanno suggerito, errando, anche di affidarmi a un notaio. Insomma, un vero e proprio pasticcio che alla fine, dopo mesi buttati, siamo riusciti fortunatamente a concludere». Inevitabile la domanda posta dallo sfortunato utente.
«Perché simili complicazioni? Perché un servizio che dovrebbe accorciare i tempi e limitare le spese per i cittadini si trasforma in una trappola? Non si tratta così un contribuente. In uno Stato di diritto, gli uffici pubblici sono al servizio dei cittadini». In effetti, andando sul sito dell’Aci, all’apposito link vengono spiegati iter e documenti necessari proprio per l’immatricolazione di un motociclo. Aprendo la pagina si viene travolti da una marea di adempimenti, informazioni e moduli da compilare. Tutto spiegato nel dettaglio, ma francamente non proprio agile da consultare. Anche perché sono specificati numerosi casi particolari che richiedono ulteriore documentazione. Insomma, una rete intricata di notizie che potrebbe generare confusione, come accaduto all’acquirente del ciclomotore e come testimoniato da altre mail arrivate in redazione.
Ieri mattina, agli sportelli del Pra tanti erano in coda proprio allo Sportello telematico automobilistico. Chiacchierando con alcuni di loro, in effetti, veniva lamentata la difficoltà nell’approccio al servizio.
«In effetti le formalità per certe pratiche possono essere complesse – dicono i dirigenti comaschi del Pra – Capita, dunque, che possano verificarsi ritardi, rinvii o disguidi. Più in generale, il servizio sembra funzionare. Ogni giorno sono decine le pratiche concluse senza intoppi. Le tante richieste derivano anche dal fatto che chi viene da noi paga solo quanto dovuto per legge. Mentre chi utilizza uno studio di consulenza automobilistica, oltre ai costi fissi, deve pagare la tariffa dell’agenzia di pratiche auto». Scontata la considerazione finale. Aspettare in coda non costa niente. E allora, in tempi di crisi, conviene provvedere di persona a certe operazioni spendendo il minimo indispensabile. Anche se non sempre tutto fila per il verso giusto.

Fabrizio Barabesi

Nella foto:
La sede del Pra (Pubblico registro automobilistico) in viale Masia, dove vi è anche l’Aci (foto Mv)
28 Novembre 2013

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