Prefabbricati per l’emergenza profughi, slitta ancora la decisione su dove collocarli

Ore frenetiche in città. Si cerca infatti di trovare al più presto l’area idonea ad accogliere i prefabbricati destinati dal ministero dell’Interno all’emergenza umanitaria in atto a Como. In base alle ultime informazioni – il condizionale è però d’obbligo, mancando ancora conferme ufficiali – la zona più probabile sembrerebbe essere quella dell’ex scalo merci tra via Regina Teodolinda e lo stazione stessa. Intanto giovedì  si sono susseguite diverse riunioni fra tutti i soggetti coinvolti e fino a tarda sera sono anche state eseguite delle ricognizioni in alcuni dei luoghi deputati a ospitare i moduli abitativi. Un’altra giornata, dunque, si è conclusa ancora una volta con poche certezze. La decisione ufficiale è sempre più imminente ma ancora non è arrivata e intanto in stazione i profughi – ormai sopra quota 500 – hanno trascorso un’altra giornata accampati nei giardini. Riassumendo: nelle ultime ore si sono succedute diverse ipotesi sui probabili luoghi. Tra quelle ancora più gettonate rimangono – come detto – l’ex scalo merci tra via Regina Teodolinda e lo scalo stesso, l’ex sede Stecav in viale Innocenzo e anche la superficie solitamente utilizzata per la tradizionale fiera di Sant’Abbondio. Sembra invece definitivamente tramontata l’idea di utilizzare la caserma De Cristoforis, in parte vuota e dunque con grandi spazi a disposizione. L’ipotesi era stata lanciata alcuni giorni fa dall’assessore ai Servizi Sociali di Palazzo Cernezzi, Bruno Magatti.

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