Prefetto e sindaco: «I profughi restano a Prestino»

Immigrazione – Michele Tortora e Stefano Bruni hanno comunicato la decisione temporanea dopo un sopralluogo
Doccia gelata per la Lega Nord sul fronte dell’utilizzo del centro di Prestino per gli immigrati trasferiti lì dalla struttura di Tavernola. A dispetto delle veementi proteste del presidente della Circoscrizione della zona, il leghista Mirko Pontrelli, che la settimana scorsa aveva chiesto lo sgombero del centro di Prestino, ieri prefetto e sindaco di Como hanno sostanzialmente rispedito al mittente la richiesta.
Il rappresentante del governo, Michele Tortora, e il primo cittadino, Stefano

Bruni, ieri mattina hanno effettuato un sopralluogo nella struttura comunale di via Sacco e Vanzetti. E, in estrema sintesi, hanno escluso che gli stranieri ospitati a Prestino possano essere trasferiti altrove in tempi brevi. Come noto, ora nel centro di accoglienza sono presenti 85 profughi, tutti provenienti dalla struttura di Tavernola.
Tale trasferimento si è reso necessario per garantire agli ospiti un’accoglienza più adeguata, poiché la struttura di Tavernola necessita di lavori urgenti.
«Il centro comunale di Prestino è ben seguito e curato – hanno sottolineato con una nota congiunta il prefetto e il sindaco – La cooperativa che si occupa della gestione segue con attenzione i profughi e l’edificio è in perfetto stato. Il trasferimento a Prestino è stato dettato da un’emergenza umana. La struttura di Tavernola è fatiscente e necessita di lavori urgenti». Il prefetto, da parte sua, ha inoltre espresso il proprio ringraziamento al Comune di Como per aver ospitato la gran parte dei profughi arrivati in tutta la provincia di Como (quasi due terzi del totale). «Non si registrano problemi di convivenza con il quartiere – prosegue il sindaco – e la stessa parrocchia ha offerto aiuto. Il programma dell’amministrazione resta, comunque, quello di avviare i lavori di ristrutturazione nel centro di via Tibaldi a Tavernola (il Comune ha stanziato 100mila euro e la gara è in corso, ndr) e di utilizzare diversamente la struttura di Prestino. Ora, però, dobbiamo fare i conti con questa situazione. Per quanto riguarda il futuro, sarà necessario rivalutare tutto il sistema dell’accoglienza e decidere quali strutture mantenere».

Nella foto:
Alcuni profughi fotografati nei giorni scorsi negli spazi esterni del centro di accoglienza situato a Prestino (foto Mv)

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