Il prefetto dopo gli incidenti: «Verranno prese pesanti sanzioni. Ma i veri tifosi isolino i violenti»

«Il comportamento di alcuni ultras del Como è stato molto grave. Una volta visionati tutti i filmati, verranno prese pesanti sanzioni. Ma mi auguro che i tifosi, quelli veri, isolino da soli i violenti».
Il prefetto di Como, Bruno Corda, è intervenuto ieri sulla guerriglia urbana scatenata domenica da decine di facinorosi, a margine del derby di calcio di serie D tra Como e Varese. Una partita che si sapeva delicata, e per questo motivo era stata limitata a non più di 300 supporter biancorossi, fatti scendere in stazione a Fino Mornasco e scortati in pullman fino al Sinigaglia.
Il prefetto parte dalla ricostruzione dei fatti avvenuti prima e dopo il match. «L’obiettivo di garantire la sicurezza è stato raggiunto: le forze di polizia, con un lavoro che merita un applauso, hanno impedito il contatto tra le opposte tifoserie. La partita è terminata senza problemi, e i tifosi del Varese sono stati fatti defluire senza eccessive tensioni. In quel momento però, alcuni supporter del Como hanno deliberatamente aggredito le forze di polizia».
«Si è trattato di un attacco a freddo – continua il Prefetto, Bruno Corda – E questo rende la nostra analisi ancora più precisa e puntuale: esiste una fazione del tifo con queste caratteristiche di violenza. Fortunatamente è una parte minoritaria rispetto alla totalità dei supporter, non possiamo e non dobbiamo criminalizzare tutta la tifoseria del Como. Ma quanto accaduto domenica impone una riflessione alla città».
Secondo il prefetto di Como, dovrebbe essere proprio la tifoseria sana a isolare i violenti.
«Sicuramente verranno decise sanzioni importanti, una volta riconosciuti gli autori dell’attacco alle forze di polizia – è la chiosa di Corda – Ma i tifosi, quelli veri, appassionati, genuini, che vanno a vedere la partita di calcio per amore dello sport e della squadra, e non per esprimere violenza nei confronti degli avversari o della polizia, devono isolare questi soggetti che, ripeto, nulla hanno a che vedere con la tifoseria sportiva del Como».
A.Bam.

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