Tutte le vincite venivano ricondotte ad un solo beneficiario, che tra l’altro era all’oscuro di tutto.Metodo che veniva utilizzato per “proteggere” i veri vincitori, nascondendoli al fisco e aggirando la normativa anti-riciclaggio secondo la quale i gestori delle sale slot devono obbligatoriamente procedere all’identificazione e alla verifica dell’identità di ogni cliente che matura vincite superiori a 500 euro, oppure che effettua operazioni di gioco pari o superiori a 2mila euro.La guardia di finanza di Olgiate Comasco ha mappato nelle ultime settimane alcune attività del territorio, puntando gli occhi su una sala slot in cui sono state rilevate vincite falsamente identificate per una cifra vicina al milione di euro. Soldi che, stando a quanto veniva comunicato, sarebbero finiti tutti nelle tasche si un solo fortunatissimo vincitore che tuttavia non ne sapeva nulla. Anzi, le verifiche hanno poi permesso di appurare che al momento delle presunte vincite si trovava al lavoro, in alcuni casi addirittura fuori dal territorio nazionale. Dunque, in tutta evidenza, impossibilitato a giocare alle slot machine nella sala dell’Olgiatese.Per questo motivo, il responsabile del locale è stato denunciato all’autorità giudiziaria e ora rischia una pena fino a tre anni e una multa fino a 30mila euro.
L’articolo completo sul Corriere di Como in edicola martedì 4 febbraio
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