Premier: disastro Alisson, il Liverpool va ko e il City vola

Ad Anfield finisce 4-1 per la squadra di Guardiola. 'Reds' a -10

(ANSA) – ROMA, 07 FEB – Il fantasista tedesco Ilkay Gundogan è il protagonista in positivo, Alisson quello in negativo del big-match della 23/a giornata di Premier League fra Liverpool e Manchester City, disputato in un Anfield Road tristemente deserto e vinto dagli ospiti per 4-1. In un’atmosfera surreale che un match così bello, intenso e cambattuto non avrebbe certamente meritato, i ‘citizens’ hanno forse spodestato definitivamente dal trono i ‘Reds’ di Juergen Klopp, campioni in carica, ma adesso a -10 punti in classifica. Gundogan, prima di diventare il ‘man of the match’, aveva sbagliato un rigore al 37′, calciando sciaguratamente il pallone altissimo sopra la traversa di Alisson. Poi, però, dopo 4′ del secondo tempo, si è ampiamente riscattato, firmando da distanza ravvicinata il gol del vantaggio. E’ stato a quel punto che il Liverpool ha cominciato a reagire, fino a ottenere un rigore al 18′ che Salah ha trasformato alle spalle di Ederson con il solito sinistro morbido e preciso. Nel finale è salito in cattedra Alisson, ma non per dettare legge, bensì per fare harakiri e condannare definitivamente la propria squadra. Il portiere brasiliano, ex Roma, ha commesso un paio di errori clamorosi in fase di disimpegno (è incredibile come le squadre insistano imperterrite sulla costruzione dell’azione, partendo dal portiere) e ha regalato prima il 2-1 agli ospiti, che Gundogan al 28′ ha firmato con un’irruzione a pochi metri dalla linea di porta, poi il 3-1 a Sterling che, al 31′, ha suggellato il successo per la squadra di Guardiola che, non contenta, si è regalata pure il poker al 38′ con Foden. Il Manchester City vola a 50 punti, il Liverpool resta a 40 ed è quarto, dietro Manchester United – fermato ieri dall’Everton in casa sul 3-3 e adesso a -5 dai ‘cugini’ – e Leicester. Il City il titolo comincia a vederlo molto da vicino, anche se la Champions resta sempre il primo obiettivo del ‘Pep’. (ANSA).

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