Presentato il libro su Spallino con finale a sorpresa. Un dipendente della Biblioteca: «Ora c’è solo la cenere»
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Presentato il libro su Spallino con finale a sorpresa. Un dipendente della Biblioteca: «Ora c’è solo la cenere»

Tutti insieme nel ricordo di Antonio Spallino: rappresentanti delle istituzioni, degli enti economici, dello sport e personaggi della cultura comasca si sono ritrovati nella Biblioteca cittadina alla presentazione del libro edito dal Panathlon provinciale “Lo sport non è un’isola”. Un’opera pubblicata ad un anno dalla scomparsa dell’ex sindaco di Como, campione olimpico di scherma e già presidente del Panathlon mondiale.

Un libro, che, come ha spiegato Claudio Pecci, ex numero uno del club comasco: “E’ una raccolta di aneddoti, storie, momenti di vita, passioni e successi”. Non una biografia pura – del resto era già stata pubblicata con Spallino ancora in vita con il critico letterario Vincenzo Guarracino – ma racconti legati al Panathlon, prima di tutto, e alla storia della città. Senza dimenticare momenti difficili, come quando fu nominato commissario speciale della Regione Lombardia per l’incidente all’Icmesa di Seveso.

Dopo i saluti di Achille Mojoli, che da attuale presidente del Panathlon Como ha fatto gli onori di casa, ha preso la parola Ambrogio Taborelli, presidente della Camera di Commercio, che di Spallino era tra l’altro parente, che nel suo ricordo ha detto: “Como è capace di avere figli di straordinaria levatura”. Sono poi intervenuti il giornalista Giorgio Gandola – che ha ricordato la passione dell’ex sindaco nel creare cocktail, citata anche nel libro  – e l’assessore allo sport di Palazzo Cernezzi Marco Galli.

Il giornalista Giacomo Santini, past president del Panathlon internazionale, oltre che ex senatore e parlamentare europeo ha parlato del “carisma di un personaggio che nessuno potrà eguagliare. Spallino ha saputo trasformare il Panathlon da una associazione di sportivi a riferimento internazionale per chi interpreta lo sport come mezzo di crescita etica, culturale e morale”.

Parole di stima da Maria Rita Livio, presidente della Provincia di Como: “In tutte le manifestazioni della sua vita, Spallino è stato un esempio straordinario e lungimirante. Il suo è il ritratto di etica, rettitudine, onestà e fair-play. Un uomo che ha insegnato molto sia a chi ha visto direttamente il suo operato, sia per i giovani che lo possono prendere ad esempio”.

Il figlio, Lorenzo Spallino, ha portato i ringraziamenti da parte della famiglia mentre Monica Molteni, che ha curato il libro, si è soffermata sul lavoro svolto  e sull’abbondanza di materiale che le è stato messo a disposizione dalle tante persone che hanno voluto dare una mano. Il finale è stato affidato ai ricordi di Renata Soliani (past president del Panathlon Como), Vincenzo Guarracino e di un dipendente della Biblioteca che, intervenendo a sorpresa nel finale,  a Spallino ha dedicato un commosso e nostalgico ricordo: “Con lui c’è stata una grande crescita.  Ora a nessuno sembra che interessi questa struttura: quando spiego ai più giovani come erano le cose una volta, mi guardano come se stessi raccontando qualcosa di incredibile e inesistente. Questa biblioteca ha grandi potenzialità, con Spallino venivano valorizzate, ma adesso c’è solo la cenere”. Per la cronaca, dopo questo sfogo gli applausi sono stati scroscianti.

25 settembre 2018

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Massimo Moscardi

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