La società di gestione del Casinò di Campione d’Italia ha presentato lunedì sera, nei termini che erano stati concessi dal Tribunale di Como, la documentazione richiesta a integrazione del vecchio piano concordatario che risaliva al 2018. La via scelta è rimasta dunque questa, e non quella dell’accordo di ristrutturazione del passivo che aveva raggiunto dimensioni spaventose che avevano portato la Procura di Como a presentare non una ma due istanze di fallimento. Ora, il piano concordatario verrà discusso in una apposita udienza fissata per i primi giorni di maggio, in cui si deciderà se ammetterlo o meno. Lo sesso piano poi, verosimilmente ad ottobre, dovrebbe passare al vaglio dei creditori per il via libera definitivo.Ma cosa prevede il piano messo nero su bianco dalla società di gestione del Casinò di Campione d’Italia? Innanzi tutto, sarebbe stata accantonata la via dei finanziatori esterni, per cercare risorse all’interno delle attività della casa da gioco, con la riapertura che sarebbe stata ipotizzata – Covid permettendo – già per il settembre del 2021. Il piano di rientro sarebbe stato strutturato su 5 anni, quindi con scadenza 2026. All’interno ci sarebbe una pesantissima ristrutturazione (al ribasso) della convenzione che regola i rapporti tra Casinò e Comune di Campione d’Italia.
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