PRESIDENTE BATTA UN COLPO

Le ferrovie Nord e i disagi dei comaschi
Il potere arrogante, arroccato, silente e sordo. Il potere che si permette di ignorare chi chiede risposte. È urtante l’atteggiamento delle Nord nei giorni in cui Etv e Corriere di Como hanno ribadito la necessità di confronto su una questione urgente. Il passaggio a livello di Como Borghi non è un tema scelto a caso: la storia di piazzale Gerbetto è la storia di 30 anni di sbarre che strozzano il traffico. Abbassate per minuti e ore senza un motivo apparente se non una legittima – ma vaga
– invocazione alla “sicurezza”. La ghigliottina cala su automobilisti e passanti come una maledizione a orologeria.
Ferrovienord non parla, non sente, non vede. L’ufficio stampa della società ribadisce costantemente la totale indisponibilità dell’azienda a intervenire sul tema. I manager ritengono di aver detto tutto. Tutto, che equivale a niente, visto che nessuna delle domande ha avuto risposta. Nell’ordine, in questi giorni, hanno parlato il sindaco di Como, Stefano Bruni, l’assessore alla viabilità, Stefano Molinari, il consigliere regionale Giorgio Pozzi, presidente della commissione trasporti, il collega e capogruppo dell’opposizione al Pirellone Luca Gaffuri oltre al viceministro Roberto Castelli. Ieri dall’estero, l’assessore regionale ai trasporti Raffaele Cattaneo ha fatto sapere che lunedì prossimo al rientro prenderà in mano il caso. Solo le Nord tacciono e non rispondono.
Anzi, peggio, pensano di averlo già fatto. Un’azienda enorme per struttura e giro economico, il cui azionista di riferimento è decisamente pubblico, visto che si tratta di Regione Lombardia. Numeri grandi, importanti, che tracciano il perimetro di un colosso. Un colosso che però non sa, o non vuole, badare a quelli che, evidentemente, ritiene essere problemi di secondo piano. L’agonia sulle strade di Como, causata dal cappio che soffoca la viabilità della città, non disturba il presidente di Fnm, Norberto Achille, uomo da 226mila euro lordi l’anno, bilancio 2009 alla mano. E non disturba nemmeno l’amministratore delegato di Ferrovienord il cui emolumento non è disgregabile dalle voci di bilancio né ottenibile dall’azienda. Il presidente Achille alla presentazione del bilancio 2009 ha ribadito che la missione prima è «il trasporto pubblico locale». Eppure è ben nota l’agonia dei pendolari sulle linee delle Nord tra ritardi, assenza di posti e guasti ai convogli (in Internet vi sono decine di gruppi e blog). È noto che d’inverno la salita che collega Como Borghi a Camerlata diventa un pendio insormontabile per molti treni. È noto che i passaggi a livello non sono sincronizzati. È noto che partire da Como spesso non significa arrivare a destinazione nell’ora prevista. È noto – vale ripeterlo – che in piazzale Gerbetto sono 30 anni che automobilisti e pedoni si sentono beffati da un passaggio a livello ridicolo. Tutto noto. A tutti. Tranne che alla grande holding del trasporto pubblico locale.

DAVIDE CANTONI

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