Il presidente di Confcommercio: «No ad abusivismo e aumento dell’Iva»

Giansilvio Primavesi

«Siamo lo scheletro di questo Paese, il motore dell’economia». Il presidente Giansilvio Primavesi ha chiuso con un moto d’orgoglio la sua relazione alla 72ª assemblea annuale di Confcommercio Como, che si è svolta ieri pomeriggio all’Hotel Imperiale di Moltrasio. Ma accanto all’orgoglio Primavesi ha voluto dar voce anche al malcontento e ai timori dei commercianti.
A partire dalla ripresa. «Lo scorso anno abbiamo invocato quella svolta che attendiamo da tempo con impazienza ma ci siamo dovuti limitare a riscontrare qualche timido segnale di risveglio, seppur apprezzabile».
Da qui un “no” netto all’aumento dell’Iva, che «andrebbe ad aumentare ulteriormente l’insostenibile carico fiscale sulle famiglie e le imprese, affossando ulteriormente il dato del calo dei consumi già fortemente in crisi».
Non pesano solo le imposte nazionali, perché incidono pure quelle locali.
«Per questo – ha sottolineato Primavesi – abbiamo lavorato al Tavolo fiscalità locale interassociativo con l’obiettivo di confrontarsi e valutare le problematiche fiscali riguardanti la tassazione locale, dall’Imu alla Tari, dalla Tasi all’occupazione degli spazi pubblici e altro ancora».
E poi la difesa degli ambulanti dagli effetti della direttiva Bolkestein che, aprendo i mercati agli esercenti dell’Unione europea, «mette a rischio la concessione del commerciante, frutto del sacrificio di un’intera vita». Senza dimenticare «il tema dell’abusivismo», su cui «l’attenzione è sempre altissima».
A proposito di abusivismo non poteva mancare un riferimento al settore turistico, argomento trattato anche nell’articolo sottostante.

L’ospite d’onore Davide Van De Sfroos

«Assistiamo a una escalation di strutture di ogni genere nel settore extra-alberghiero: case vacanze, B&B e così via – ha denunciato il presidente di Confcommercio Como – Il problema è sentito in maniera particolare perché su queste attività, scarsi, se non nulli, sono i controlli. E se si tratta di iniziative abusive, generano un mercato parallelo facendo concorrenza sleale alle attività regolari».
Infine, la burocrazia e i voucher. La prima resta «asfissiante» perché «dobbiamo barcamenarci dentro un oceano di regole e regolette che a volte sembrano pensate per intralciare l’attività d’impresa».
Per quanto riguarda l’abolizione dei voucher, «il settore dei Pubblici esercizi è senz’altro uno dei più svantaggiati – ha ricordato – Erano un sistema semplice che, se non abusato, consentiva lavoro occasionale a decremento del lavoro in nero. Bastava intervenire sugli abusi, non era necessario cancellare i voucher definitivamente».

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