Il presidente Mattarella a Brenna per commemorare Francesco Casati

Francesco Casati

Il presidente della Repubblica prende la parola per ultimo, il suo intervento non era neppure previsto e quando si alza per avvicinarsi al microfono, l’applauso sale di intensità. Sergio Mattarella parla a braccio e ricorda l’amico Francesco Casati, deputato della Democrazia Cristiana per quattro legislature, nato e cresciuto a Brenna, morto all’improvviso l’11 dicembre del 1992, a 53 anni. E proprio ieri, nella palestra di Brenna, il Capo dello Stato ha partecipato alla cerimonia commemorativa di Casati, a 25 anni dalla scomparsa.
«Sono qui non solo per amicizia, ma soprattutto per la sua figura – afferma Mattarella dopo aver rivolto un saluto affettuoso alla moglie e ai figli del parlamentare scomparso – Non posso fare a meno di sottolineare come sia importante e splendida la storia esemplare di Francesco. Nel 1987 rifiutò un incarico di governo per continuare a fare il presidente della Commissione Istruzione della Camera. Le sue caratteristiche sono di esempio ancora oggi: lo studio approfondito dei problemi, la capacità di ascoltare, il rispetto per tutti, il suo modo di interpretare la convivenza ad ogni livello, nelle realtà locali, regionali e in quella nazionale. Per questo è stato un protagonista della vita politica».
Il presidente della Repubblica ricorda che «la storia del nostro Paese è fatta da comportamenti seri, nel lavoro, nella politica e nella società». E aggiunge: «Il suo esempio è sempre attuali».
Poi si avvicina alla moglie e ai figli, saluta i rappresentanti delle istituzioni, stringe la mano a tutti i sindaci, uno per uno, e si avvia verso l’uscita, fra gli applausi.
Preceduto dai corazzieri, Mattarella è entrato nella palestra comunale qualche minuto dopo le 16.30, accolto dall’inno di Mameli cantato dagli alunni della scuola primaria, e se ne è andato alle 17.30. Impegno, correttezza e capacità di dialogo sono state le caratteristiche di Francesco Casati rimarcate anche da coloro che sono intervenuti prima del Capo dello Stato.
Paolo Vismara, sindaco di Brenna, paese dove ieri auto e furgoni di carabinieri e polizia erano presenti un po’ ovunque, ha ricordato che «Casati per tutti era l’onorevole» e che «ha fatto tanto, per la nostra comunità e per l’Italia», definendolo «un politico integerrimo, un uomo partito dal basso che è riuscito a emergere».
Graziano Ballabio, ex primo cittadino di Brenna, ha ripercorso la vita «dell’amico Francesco, una persona buona e semplice, un politico onesto ma molto determinato, che non si è mai dimenticato del suo territorio». Dai primi incarichi nell’Azione Cattolica all’ingresso nella vita politica come assessore comunale, poi delegato provinciale dei Giovani della Dc, quindi consigliere provinciale nel 1975 e, l’anno successivo, la prima volta alla Camera. «Non ho avuto occasione di conoscerlo personalmente quando sono entrato in Parlamento nel 1992 – ha rimarcato il presidente della Regione, Roberto Maroni – ma ho potuto apprezzarlo per la sua passione politica e il suo legame con il territorio. Due temi oggi un po’ persi nella politica da talk show».
Il fisico Giulio Casati, ex prorettore dell’Insubria, ha rievocato l’infanzia di Francesco. «Finita la quinta elementare ha iniziato a lavorare nella bottega artigiana dei fratelli, che erano intagliatori. Dopo tre anni di attività, ha ripreso gli studi, continuando a lavorare: prima le medie poi il liceo classico, quindi la laurea in Lettere, il suo sogno. Riusciva a mettere d’accordo tutti: lo fece con i partiti per la riforma della scuola, lo fece con le istituzioni per la nascita dell’università a Como».
Marcello Dubini

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