Stadio Sinigaglia, pressing azzurro. Il Comune gioca in difesa: «Numerose le lacune nel piano presentato»

Stadio Giuseppe Sinigaglia

Martedì mattina è fissato il vertice sullo stadio. Dopo la bocciatura del progetto di campo sintetico da realizzare sull’attuale manto erboso del Sinigaglia, è subito stata convocata una riunione per capire come poter procedere e soprattutto per comprendere rapidamente se le carenze nella documentazione presentata dalla Società del Calcio Como siano rapidamente sanabili e quindi si possa riprendere il discorso interrotto nelle ultime ore. Carenze che sembrano essere veramente numerose. La relazione stilata dall’ufficio tecnico per mettere nero su bianco lacune e mancanze di quanto contenuto nel piano della società Calcio Como, è formata da 5 pagine dense di rilievi.
Dall’incartamento emergerebbero, ad esempio, incongruità sul valore economico stesso del campo sintetico e soprattutto la mancata quanto necessaria richiesta – essendo lo stadio Sinigaglia un immobile sottoposto a vicolo monumentale – di parere alla Soprintendenza. Bisognerà dunque capire se si tratta di richieste o adempimenti facilmente sanabili oppure no. Sullo sfondo ovviamente rimane poi il ragionamento molto più ampio sulla futura riqualificazione dello stadio Sinigaglia.
Martedì al tavolo ci saranno il sindaco Mario Landriscina, promotore dell’incontro, che dopo le dimissioni dell’assessore ai Lavori pubblici Vincenzo Bella ne ha assunto le deleghe, gli assessori al Patrimonio e allo Sport Francesco Pettignano e Marco Galli, l’ufficio tecnico e ovviamente i rappresentanti della società Calcio Como.
«Vista la situazione che si è venuta a creare, e considerato l’interesse che l’amministrazione ha verso lo stadio, ho voluto subito e personalmente contattare i vertici della società del Calcio Como per fissare un incontro dove poterci sedere a un tavolo e cercare di capire come far procedere il nostro ragionamento sullo stadio», ha detto il sindaco Mario Landriscina.
Massima apertura dunque su un tema così importante e sentito dalla città e ovviamente dai tifosi.
C’è però una basilare quanto evidente precisazione da fare. «Un conto è la volontà politica che, ribadisco, da parte del sottoscritto e di questa amministrazione c’è ed è più volte stata espressa alla società Calcio Como, un altro è il normale rispetto delle regole. Se infatti il piano non soddisfa tutti i requisiti tecnici necessari e previsti dalle normative, come è emerso, non è pensabile far finta di niente. Ecco perchè siamo in questa situazione dalla quale, ribadisco c’è la ferma volontà di uscire per tornare a discutere di interventi da eseguire», aggiunge il sindaco Landriscina. «Capisco che è sempre più complesso per un privato comprendere tutte le norme e la burocrazia alla quale si deve sottostare per avviare un progetto ma tutto ciò, in attesa magari di una semplificazione, va rispettato e così deve necessariamente accadere anche in questo caso».

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