Prestiti a usura a Campione d’Italia. La difesa chiede la nullità delle intercettazioni

Due agenzie di cambio

(m.pv.) Secondo l’accusa, attorno alle due agenzie di cambio di Campione d’Italia, la “Italcambi” e la Cambio Italia srl”, girava un volume di usura che toccava il 5.000% all’anno. Con obiettivo mirato i clienti del Casinò in difficoltà cui prestare i soldi per poi ricattarli. L’operazione dei carabinieri dell’enclave destò scalpore e portò all’esecuzione di otto ordinanze di custodia cautelare chieste e ottenute dal pm Mariano Fadda. Ora quel fascicolo è approdato in Tribunale, nel

corso dell’udienza preliminare che si è svolta ieri mattina di fronte al giudice Francesco Angiolini. Nessuno degli otto imputati, facenti capo a due gruppi distinti, ha scelto riti alternativi sfidando l’eventuale rinvio a giudizio. Unico presente in aula Aldo Castelluccia, 70enne di Lugano, assistito dall’avvocato Felice Ferruccio. Le accuse, a vario titolo, sono pesantissime e parlano di associazione per delinquere finalizzata all’usura e all’estorsione, ma anche di esercizio abusivo dell’attività finanziaria e di violazioni della normativa antiriciclaggio. L’avvocato Ferruccio e i colleghi Giuseppe Sassi, Gerardo Spinelli, Edoardo Pacia e Fabio Ansideri hanno tuttavia sollevato una lunga serie di eccezioni preliminari sull’utilizzo delle intercettazioni, ritenendo che per telefoni cellulari stranieri serva una autorizzazione del paese in questo caso mancante. Il giudice si è riservato di decidere il 25 ottobre.

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