Presunte tangenti all’Agenzia delle Entrate: dagli interrogatori emergono nuovi episodi

tribinale como palazzo di giustizia

Si è concluso ieri il “giro” di interrogatori dopo l’ondata di arresti per le presunte tangenti che ruotavano attorno all’Agenzia delle Entrate di Como.
Il giudice delle indagini preliminari di Como, Maria Luisa Lo Gatto, prossima a trasferirsi al dibattimento, ha chiuso la propria esperienza lavorativa nell’ufficio gip sentendo i commercialisti Alessandro Colombo e Claudio Quadranti, e Antonio Silipo, ex capo del Settore gestione risorse della Direzione regionale dell’Agenzia, attualmente in pensione. Tutti avrebbero fornito al giudice la propria versione dei fatti.
«Il nostro assistito ha risposto alle domande – confermano gli avvocati Edoardo Pacia e Luisa Scarrone, che hanno affiancato Alessandro Colombo – Ha fornito spiegazioni su tutti gli episodi per inquadrare più ampiamente la situazione».
Intanto però, mentre si ultimavano gli interrogatori, sono cominciati ad arrivare i primi verdetti in merito alle richieste di attenuazione delle misure (per ora tutte respinte) formulate da chi era già stato sentito. Il gip ha motivato le decisioni, sottolineando (dopo aver ricevuto il parere negativo del pm sull’eventuale attenuazione) come le esigenze cautelari siano ancora tutte in essere, soprattutto a fronte di una indagine sempre più ampia e che deve essere ancora sviscerata. Nel corso degli interrogatori, infatti, sarebbero già emersi molti più episodi di quelli che si trovavano nei capi di imputazione. Gli indagati, insomma, avrebbero iniziato a raccontare le loro esperienze, aggiungendo presunti accordi corruttivi che alla Procura lariana non erano noti.
Un vaso che era già stato scoperchiato, e che tuttavia sarebbe stato ulteriormente riempito dalle parole di più professionisti tra quelli sentiti. Tangenti che andavano dai 400 ai 500 euro a pratica, cifre relativamente basse che tuttavia racconterebbero – secondo l’accusa – la ritualità di quanto avveniva per sistemare le pendenze con il fisco dei clienti dei diversi studi.
La sensazione, insomma, è che questa inchiesta – giunta già alla seconda ondata di arresti – si stia allargando giorno dopo giorno. Motivo che ha portato il gip a ritenere necessarie «ulteriori investigazioni» che sarebbero «in corso», confermando nello stesso tempo «l’esigenza di mantenere le misure custodiali» in essere.
Indagini che saranno volte «a meglio definire i ruoli ricoperti all’interno delle vicende corruttive – scrive il gip – e a chiarire l’eventuale compartecipazione di altri soggetti», ma anche a «svelare nuovi episodi corruttivi ancora non emersi». Un sistema che, secondo un indagato, andava avanti almeno da 10 anni, con decine di episodi che ora dovranno essere vagliati.

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