Prima della Scala “lariana” con il Fidelio di Barenboim

altSant’Ambrogio in musica. Si rinnova il rito dello spettacolo inaugurale nel tempio della cultura milanese Parla Fabrizio Meloni, il marianese che è “primo clarinetto” della prestigiosa Filarmonica da trent’anni
Il musicista marianese Fabrizio Meloni (nella foto a destra) è un artista che non ha certo bisogno di presentazioni. Dal 1984 è primo clarinetto solista dell’orchestra del Teatro e della Filarmonica della Scala, e ha un invidiabile curriculum con incarichi di master class al Conservatorio Superiore di Parigi e della Svizzera Italiana, alla Manhattan School of Music di New York, alla Northeastern Illinois University di Chicago, all’università di Tokyo e Osaka e alla Academy of the West

di Los Angeles. Tutto è cominciato suonando nella banda del paese. Lui studiava sodo, mentre i coetanei si divertivano in discoteca. L’impegno è stato ripagato. Sant’Ambrogio 2014 sarà per lui, in trent’anni di Scala, «la 23ª o 24ª prima. Ho perso il conto», dice appena sceso dalla scaletta dell’aereo.
Sì, perché la sua è un’agenda fittissima di impegni. Meloni viaggia in tutto il mondo ma tante sono state e sono le ore di studio e di esercizio. Come affronta l’orchestra scaligera il Fidelio, in diretta oggi dalle 17.30 su Rai5 e RadioTre, che come ha scritto Paolo Isotta sul “Corriere della Sera” è «l’Opera più celestiale mai scritta?
«Il clima è come sempre eccitatissimo, teso ma al tempo stesso sereno – dice Meloni – Tutte le volte per noi musicisti la prima è una grande festa. Ancor più accanto a un gigante come Daniel Barenboim che nonostante le 72 primavere vive la musica come un ragazzino, si diverte molto ed è anche molto esigente, a volte capriccioso come tutti i grandi geni. Ha dato e continua a dare tante prove di forza, anche sul piano umano: vederlo commuoversi ancora, di fronte alla sua orchestra, è per tutti noi un grande incentivo».
«Come Filarmonica – prosegue – siamo reduci da un mese di prove e di concerti molto intenso, che ci ha caricati a dovere. Con il maestro Daniel Barenboim, che con questo Fidelio si congeda alla Scala, abbiamo tenuto un bellissimo concerto con la violinista Lisa Batiashvili con musiche di Pëtr Il’ic Tchajkovskij, tra cui la celebre Sinfonia n.6 Patetica. Il maestro era molto contento, così come del risultato ottenuto con la Nona di Gustav Mahler. Il lavoro che fa con l’orchestra è incredibilmente forte, ha tenuto un bellissimo discorso a noi orchestrali e speriamo di averlo con noi anche negli anni a venire».
Ma il maestro Barenboim come leggerà questa volta il Fidelio? «Il suo Beethoven è sempre particolare – sostiene Meloni – dalle scelte dei tempi alle articolazioni. È un “Ludovico Van” sempre perfettamente curato nei dettagli e nei colori, molto sinfonico, anche se il maestro ci chiede per alcune arie, ad esempio per quelle del tenore, un suono più “mozartiano”».
Il 2014 si concluderà per Meloni all’insegna del lavoro discografico: ha appena inciso un disco per l’etichetta Decca che uscirà in marzo, con musiche della tradizione francese. «Lo suonerò nel corso di una lunga tournée in Giappone», annuncia.

Nella foto:
Il musicista
Primo clarinetto della Scala di Milano dal 1984, il marianese Fabrizio Meloni ha compiuto gli studi musicali al Conservatorio “Giuseppe Verdi” di Milano diplomandosi con il massimo dei voti, la lode e la menzione d’onore. Ha collaborato con solisti di fama internazionale quali Bruno Canino, Alexander Lonquich, Michele Campanella, Heinrich Schiff, Friederich Gulda, Editha Gruberova, il Quartetto Hagen, Myung-Whun Chung, Riccardo Muti e Daniel Barenboim. Ha tenuto tournée negli Stati Uniti e in Israele con il “Quintetto a Fiati Italiano”, eseguendo brani dedicati a questa formazione da Luciano Berio e Salvatore Sciarrino. Con il Nuovo Quintetto Italiano, nato nel 2003, ha all’attivo tournée in Sud America e nel Sud Est Asiatico. Ha all’attivo diverse incisioni discografiche classiche e moderne

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