Prima i compiti, poi il pranzo. In classe con piatti e bicchieri

A San Fedele Intelvi il refettorio delle materne è chiuso e i bimbi mangiano nelle aule
Se la mensa è troppo piccola, i bambini mangiano in classe, sul banco di scuola. A mezzogiorno le matite, i quaderni e gli astucci spariscono dal tavolo per lasciare posto a posate, piatti e bicchieri.
Accade, dall’inizio delle lezioni, alla scuola dell’infanzia di via Roma, a San Fedele Intelvi. E accadrà per tutto l’anno scolastico, visto che nella migliore delle ipotesi i lavori per l’ampliamento del refettorio partiranno la prossima estate.
La soluzione escogitata da scuola e Comune è originale, ma comunque in regola con la legge, poiché i bambini mangiano sul banco grazie a una deroga dell’Asl. «La capienza del refettorio non è sufficiente ad accogliere tutti i bambini – dice Maria Teresa Callipo, preside dell’istituto comprensivo Magistri Intelvesi di San Fedele Intelvi – Per questo motivo il Comune, proprietario dell’immobile, ha chiesto una deroga all’Azienda Sanitaria Locale di Como».

Si è deciso di liberare completamente il refettorio: quindi, nessuno mangia più  nella sala da pranzo, ma tutti i ragazzini apparecchiano sul banco di scuola. La preside assicura che la soluzione «non crea alcun disagio ai bambini». Si tratterebbe di una situazione «non rara: fino a qualche anno fa nelle scuole si mangiava così». Il sovraffollamento delle mense è un problema piuttosto diffuso sul territorio lariano, in particolare nella città di Como, dove le scuole – piuttosto che far mangiare i bambini in classe – preferiscono “stipare” gli scolari in refettori strapieni, che possono funzionare soltanto grazie alle deroghe concesse dai vigili del fuoco.
A colpi di deroghe, quindi, il Comune capoluogo e i vigili del fuoco sono riusciti a trovare un posto nelle mense scolastiche per tutti i 4mila alunni che hanno chiesto il servizio.
A norma di legge, i locali disponibili nei refettori consentirebbero di accogliere soltanto la metà dei bambini, ma una serie di accorgimenti ha permesso a Palazzo Cernezzi di ottenere il permesso e, di fatto, di raddoppiare la capienza lasciando invariati gli spazi. Su un totale di 38 refettori attivi nelle scuole dell’infanzia e primarie, ben 18 funzionano in deroga. Degli altri 20, la metà – ossia 10 – sono a norma mentre sui restanti 10 il Comune ha dovuto mettere mano, sempre con l’obiettivo di ottenere altre deroghe dai vigili del fuoco.
A San Fedele, invece, i bimbi mangiano sul banco. «L’Asl ha dato il via libera a questa soluzione che è ovviamente provvisoria – specifica Claudio Caprani, sindaco di San Fedele Intelvi – ma che è stata ritenuta idonea dagli insegnanti e dalla dirigente scolastica, oltre che da noi e dalla stessa Asl. Fino all’anno scorso i bambini mangiavano in un’aula scomoda e angusta, quest’anno abbiamo ritenuto opportuno trovare una sistemazione diversa». Sull’ampliamento del refettorio oggi esistente, obiettivo dichiarato del Comune, non c’è ancora nulla di concreto.
«Stiamo completando uno studio di fattibilità, per capire in che modo potremmo ampliare il locale. Operazione non facile, poiché lo stabile inizia ad avere qualche anno. Speriamo di riuscire a far partire i lavori durante la prossima estate, ma non posso garantirlo. Sappiamo bene che, per i bilanci degli enti locali, non è certo un momento facile».

Andrea Bambace

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