Prima intesa Sisme-sindacati «Ventimila euro a chi lascia»

Incentivi per i dipendenti
Primo passo concreto nella vertenza Sisme, l’azienda metalmeccanica di Olgiate Comasco dove rischiano il posto 300 dipendenti su 573. Ieri, infatti, azienda e sindacati sono arrivati a un primo accordo che evita, almeno per ora, i licenziamenti forzati: 20mila euro a chi accetterà di lasciare volontariamente la fabbrica entro gennaio 2012, più un servizio di formazione e ricollocazione finanziato dalla Provincia.
Inoltre, si ricomincerà a lavorare di sabato, un turno fondamentale

per soddisfare Bosch, il maggior cliente di Sisme.
A breve potrebbe anche sbloccarsi la principale richiesta dei sindacati, quella riguardante i contratti di solidarietà per gli anni 2012 e 2013, secondo le parti sociali compatibili – anche in virtù di un accordo ministeriale del 7 novembre – con la mobilità volontaria.
La trattativa è ancora lunga, questo non è che un primo tassello, ma il segnale è positivo.
«Siamo soddisfatti – commenta Alberto Zappa, segretario della Fim Cisl di Como – Si sono realizzate le attese del sindacato, il dialogo è tornato sui giusti binari. Il tutto è potuto accadere grazie all’unità delle sigle sindacali e a un’importante apertura da parte dell’azienda».
La Sisme è una delle più grosse aziende metalmeccaniche di Como, e versa in uno stato di crisi. Da tempo i vertici hanno annunciato 200 esuberi strutturali, più altri cento nel caso in cui due linee produttive venissero delocalizzate in Slovacchia.

Andrea Bambace

Nella foto:
Primi spiragli positivi per la Sisme, grande azienda metalmeccanica dell’Olgiatese

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