Prima sentenza sulla Ibs Forex. La Corte dei Conti siciliana chiede un risarcimento di 30 milioni

Il crac della finanziaria di piazza Grimoldi
Prima sentenza in merito alla vicenda della Ibs Forex, la finanziaria con sede a Como in piazza Grimoldi scomparsa nel nulla nell’agosto del 2009 dopo aver fatto evaporare milioni di euro consegnati da ignari investitori.
In attesa che venga fissata la data dell’udienza preliminare di fronte al giudice di Como – il pubblico ministero Massimo Astori ha indagato per bancarotta fraudolenta, distrazione di fondi, falso in bilancio e truffa, i tre ex soci dell’Ibs e i quattro componenti del collego
sindacale – la Corte dei Conti della Sicilia ha condannato a un maxirisarcimento l’ex direttore generale della Provincia di Palermo (Antonino Caruso) e gli ex revisori dei conti. A investire nella Ibs Forex, infatti, non furono solo privati cittadini ma anche l’importante ente pubblico siciliano su cui si sono imperniate le attenzione dei giudici contabili. Secondo questi ultimi, infatti, «la scelta del tipo di investimento fatto» dagli amministratori ora condannati fu «singolare» in quanto le operazioni sulle valute del forex «presentano un grado di rischio obiettivamente elevato» e dunque «tra i possibili modi di impiego» di soldi pubblici quella effettuata fu «una delle scelte meno appropriate». Per tutto questo, insomma, la Corte dei Conti ritiene che nel comportamento dell’ex direttore generale e dei revisori dei conti della Provincia di Palermo, siano «ravvisabili gli estremi della colpa grave» per aver investito e bruciato nella Ibs Forex la cifra di 30 milioni di euro (su un totale di 45 milioni di euro mandati in fumo dalla finanziaria di piazza Grimoldi in appena quattro anni). Impressionante è però anche il maxirisarcimento deciso dalla Corte dei Conti per i responsabili: Caruso dovrà infatti pagare 26 milioni e 575 mila euro, mentre i revisori dei conti (tre) dovranno sborsare ognuno la cifra di 984mila euro.
L’ex direttore generale della Provincia di Palermo, dal canto suo, ha sempre respinto ogni accusa di fronte alla Corte dei Conti sostenendo di aver fatto scelte sbagliate perché i vertici della Ibs Forex gli presentarono dei rendiconti “taroccati” o comunque non veritieri.
Quegli stessi prospetti finiti al centro dell’interesse della Procura di Como e del pm Massimo Astori che da tempo ha stretto il cerchio attorno ai responsabili della finanziaria con sede in piazza Grimoldi per cui si attende ora la fissazione dell’udienza preliminare in cui verranno discusse le responsabilità eventuali di ognuno di loro. Tutti si sono sempre dichiarati innocenti, sostenendo di fronte al pm di avere semplicemente «sbagliato gli investimenti».

Mauro Peverelli

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