Primarie del centrosinistra: Roberta Marzorati ha detto di no
Politica

Primarie del centrosinistra: Roberta Marzorati ha detto di no

Roberta Marzorati dice no alle primarie del centrosinistra, ma sottolinea di essere sempre a disposizione della città, «qualsiasi sarà il mio ruolo futuro».
La pediatra comasca, consigliere comunale della lista “Per Como”, all’opposizione a Palazzo Cernezzi, non correrà dunque per la poltrona di primo cittadino, nonostante il grande consenso personale ottenuto cinque anni fa, quando fu la candidata più votata con ben 569 preferenze.
Il “no” della Marzorati arriva, come spiega la stessa professionista, dopo una lunga riflessione.
«Ci ho pensato seriamente, ci ho meditato a lungo», scrive. A spingerla alla rinuncia le «perplessità» riscontrate in una parte del «mondo di centrosinistra» sulla sua candidatura.
«Se da parte di molti esponenti del mondo politico di centrosinistra ho avuto attestati di stima e di consenso – sottolinea Roberta Marzorati – da parte di alcuni ho sentito invece motivi di perplessità, non legati allo spessore della mia persona, quanto ad altri fattori inerenti a opportunità di ordine politico».
L’esponente della lista “Per Como” ricorda che «per governare serve avere attorno una coalizione coesa e una coralità di consensi, perché è poi in aula consiliare dove avviene la resa dei conti». E dove, aggiunge, «potrebbero tornare in superficie quelle iniziali perplessità alla figura-guida, pur scelta tramite eventuali primarie. Non voglio dunque essere motivo di potenziali, future divisioni».
Ma non solo. A pesare maggiormente, stando alle parole della pediatra, è la scarsità di tempo a disposizione per riuscire a mettere insieme una squadra per governare la città. «È fondamentale che io possa avere il tempo di creare attorno a me una squadra forte, fatta di persone preparate, competenti, solide e appassionate, non legate a interessi personali o di parte, ma con l’unico desiderio di accudire con amore e dedizione la propria città», afferma Roberta Marzorati.
La consigliera comunale, insomma, ritiene di non avere abbastanza tempo a disposizione per «poter parlare e confrontarsi con gli altri, per levare dal riserbo persone che si sono ritirate nel loro ambito ristretto, sfiduciate dalle situazioni e da quel mondo politico visto come troppo affaccendato attorno ai propri interessi». Perché «ci vuole tempo per avvicinare le persone e farle tornare a credere, far vedere loro che di tante isole si può fare un continente, che non si è soli ma tanti». Pertanto, conclude, «non parteciperò alle primarie perché non posso garantire tutte queste cose in una manciata di settimane».
Un addio alle primarie, ma non all’impegno politico. «Per la città io ci sarò sempre – conclude la pediatra nella sua nota – qualsiasi sarà il mio ruolo futuro, attenta ai più deboli, disponibile all’ascolto, portatrice d’istanze, con gli occhi aperti, lo spirito pronto e appassionata, come sempre».
Parole che suonano come una sorta di disponibilità ad accettare ruoli di responsabilità nella prossima giunta, ammesso che il centrosinistra riesca a vincere le elezioni. Recuperare Marzorati come assessore permetterebbe tra l’altro al centrosinistra di recuperare una parte di elettorato non tradizionalmente schierato a sinistra. Ma la consigliera comunale nega qualunque progetto per l’immediato futuro.
«Per ora non penso nulla e non escludo nulla – afferma – Ribadisco che se posso essere utile da qualche parte, sono disponibile a farlo. Ma davvero non chiedo nulla e nessuno mi ha proposto alcun ruolo. Non ho ancora nemmeno deciso se mi candiderò per il consiglio comunale».
Fuori gioco la Marzorati, per le primarie del centrosinistra – ammesso che si facciano perché su questo punto nel Pd regna ancora l’incertezza – restano dunque in lizza l’assessore Marcello Iantorno, i consiglieri comunali del Pd Gioacchino Favara e Vito De Feudis e l’imprenditore Maurizio Traglio.

31 Gennaio 2017

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