Primarie: la base Pd con Marzorati, ma il partito cerca un quarto nome
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Primarie: la base Pd con Marzorati, ma il partito cerca un quarto nome

Un candidato (giusto) quasi per caso. Si fa ogni giorno più forte il nome di Roberta Marzorati quale possibile sfidante del centrosinistra alle elezioni amministrative del capoluogo. La base del Partito Democratico sembra gradire la figura della pediatra, indicata in modo corale da varie parti (associazioni, gruppi, semplici simpatizzanti), e i dirigenti di via Regina sperano a questo punto che la stessa Marzorati accetti di partecipare alle primarie. Un primo contatto ufficioso tra la consigliera comunale della lista Per Como e i vertici del Pd cittadino c’è stato. A poche ore dal brindisi di Capodanno. Uno scambio di auguri che è servito anche a valutare le prime impressioni su una possibile candidatura. La strada è percorribile. Servono ovviamente alcune garanzie. Sul programma e sugli obiettivi.

Ma in generale, Marzorati non esclude di poter prendere parte alle primarie del centrosinistra. Per il Pd e per la coalizione di maggioranza uscente già questa sarebbe una prima vittoria. Qualcosa che rimetterebbe in gioco in modo credibile una compagine sfibrata da cinque anni difficili. Nei prossimi giorni è in programma la prima riunione tra i Dem, Italia dei Valori, Socialisti e Como Civica per delineare i punti essenziali del regolamento delle primarie. Il testo non dovrebbe discostarsi molto da quello adottato nel 2011. Massima apertura alle varie componenti civiche e numero di firme non impossibile per le candidature.

Nessuno pensi però che i giochi si concludano con un eventuale assenso di Marzorati alle primarie. Primo, perché in ogni caso la consigliera comunale dovrebbe battere nella competizione interna gli altri competitor (al momento gli sfidanti ufficiali sono due: l’assessore Marcello Iantorno e il consigliere Pd Gioacchino Favara); secondo, perché una parte del gruppo dirigente di via Regina sta comunque lavorando per trovare un quarto nome da mettere in lizza alla fine di febbraio. L’obiettivo è chiaro: rendere la sfida autentica. E incerta. Le primarie servono per mobilitare l’elettorato. E un quarto candidato è essenziale per portare alle urne quanta più gente possibile. Una delle possibilità che si aprono in vista delle primarie è l’accordo con Ncd-Area Popolare, pure sulla scorta di quanto accaduto per la lista delle Provinciali.

Il candidato del centrodestra, Mario Landriscina, sembra aver chiuso a un’intesa con i centristi, probabilmente anche per il no netto della Lega. I voti della componente storicamente legata a Comunione e Liberazione e al cattolicesimo politico sono in libertà. Pochi o tanti, fanno gola. In una competizione aperta e meno scontata, potrebbero rivelarsi importanti, se non decisivi. Sinora, tra centrosinistra e Area Popolare non ci sarebbero stati contatti ufficiali. Ma il filo del dialogo sembra essere di nuovo in tensione. Il nome del quarto candidato alle primarie potrebbe essere espressione di un pezzo di città rimasto sinora (almeno apparentemente) fuori dal gioco ma sempre pronto a far pesare la propria storia e la propria tradizione.

Dario Campione

3 gennaio 2017

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