Primarie Pdl, tre pronti alla sfida: Gaddi, D’Alessandro e Colombo

E anche se saltasse la consultazione resterebbero tutti in lizza
Loro ci saranno. Che le primarie di partito si facciano oppure no. Il partito, per essere espliciti, è il Pdl. Loro sono due ex assessori dell’attuale giunta comunale – Umberto D’Alessandro e Alessandro Colombo – e il titolare della delega alla Cultura, Sergio Gaddi.
Tre personaggi, tre modi diversi di concepire la politica. Ad accomunare il terzetto, però – parafrasando un celeberrimo spot degli anni ’80 – un’idea meravigliosa in testa: tentare di sedersi sulla poltrona più prestigiosa

di Palazzo Cernezzi. Una premessa sui modi per raggiungere l’obiettivo, però, è necessaria.
L’INCOGNITA
Come noto, anche nel Pdl lariano si discute da qualche tempo della possibile selezione del candidato sindaco per il 2012 attraverso una consultazione diretta dei militanti. Prima curiosità: a Como questo dibattito si è acceso mentre nel resto d’Italia si affievoliva tra dubbi e perplessità espresse nientemeno che da Angelino Alfano. Ergo: che davvero Como sia il laboratorio politico del Pdl su questo fronte appare per ora un’ipotesi accademica o poco più.
L’ULTRAS
L’unico esponente del partito di Berlusconi che davvero farebbe carte false (metaforicamente, s’intende) per giocarsi la candidatura tramite consultazione popolare è l’assessore Sergio Gaddi. Facile capire perché: Gaddi ritiene che le 778 preferenze prese nel 2007, l’essere berlusconiano doc e i successi di 5 anni di grandi mostre possano trasformarsi in un consenso popolare ampio e vincente anche tra la base pidiellina. In più, l’investitura “del popolo” gli eviterebbe la trappola più temuta: l’ostracismo (conclamato) nei suoi confronti di una fetta non minima del Pdl di Como. In altri termini: le possibilità che Gaddi diventi il candidato sindaco del Pdl sono direttamente proporzionali alla possibilità che si svolgano le primarie.
L’OUTSIDER
La candidatura più sottotraccia, almeno finora, è stata quella dell’attuale presidente di Acsm-Agam, Umberto D’Alessandro. Grande e infaticabile tessitore di ogni trama politica pidiellina, vero uomo di collegamento tra l’area “buttiana” ed ex An e quella ciellino-bruniana, D’Alessandro ha sempre mantenuto un pacchetto di preferenze sopra quota 500. Per quanto incredibile, i suoi detrattori (fuori e dentro il partito) puntano soprattutto sulle origini per nulla comasche doc (è di Nocera Inferiore). Ma la cosa non sembra aver spezzato il “sogno” di D’Alessandro. Anzi, probabilmente è accaduto l’esatto contrario.
IL FIGLIOL PRODIGO
Alessandro Colombo, nel 2007, prese 503 preferenze, venne nominato assessore, e 2 anni dopo (per faide interne a Forza Italia) venne cacciato dall’esecutivo. Nome caro a molti salotti della città, Colombo, fino a luglio, sembrava destinato a diventare il candidato sindaco di una lista civica antagonista del Pdl. Poi è cambiato tutto: il chiarimento con i vertici del partito, la nomina a presidente di ComoDepur, il rilancio nel partito. Tanto potente da proiettarlo al vertice del Comune di Como? Lui ne è quasi convinto. La fetta “liberal” del Pdl anche. La risposta finale potrebbe arrivare dalle primarie.

Emanuele Caso

Nella foto:
Il palazzo
Sopra, l’austero portone che introduce alla scalinata principale del Comune. La lotta per le elezioni del 2012 è già iniziata anche se si voterà tra 8 mesi.

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