Primarie, spunta il quarto candidato: è il consigliere del Pd Vito De Feudis
Politica

Primarie, spunta il quarto candidato: è il consigliere del Pd Vito De Feudis

Una mail indirizzata ai colleghi consiglieri a Palazzo Cernezzi. E un chiaro obiettivo: rappresentare nella corsa delle primarie il mondo del lavoro. Sulla scena pre-elettorale del centrosinistra comasco irrompe, un po’ a sorpresa, il consigliere comunale del Pd Vito De Feudis: 61 anni, oggi in pensione, l’esponente democratico ha lavorato – come si dice – per una vita in fabbrica (alla Lechler, ndr), dove è rimasto per 39 anni. Militante sindacale tra le file della Cgil, è stato a lungo nella Rsu dell’azienda chimica della famiglia Manoukian ed è entrato nell’assemblea municipale del capoluogo nel 2012.
«Ho deciso stamattina (ieri, ndr) – dice De Feudis al Corriere di Como – Le mie motivazioni? Penso di poter dare una mano per accrescere la partecipazione alle primarie. Sento anche di poter rappresentare la sinistra del partito, il mondo del lavoro». A spingere il consigliere comunale Pd «anche alcuni amici e iscritti al partito – aggiunge – la mia candidatura testimonia come nel Pd non ci sono soltanto professionisti, imprenditori e manager, ma anche esponenti del mondo operaio, pensionati e una classe proletaria tuttora radicata in modo forte».
De Feudis, che tra l’altro è il fratello di un ex assessore (Pasquale) delle giunte degli anni ’80 e ’90, insiste sulla «candidatura di servizio per ampliare la platea dei partecipanti al voto» delle primarie. E spera nell’appoggio della Cgil ma anche della componente socialista, di cui egli stesso fa parte.
Proprio sul fronte riformista c’è da registrare un incontro, ieri pomeriggio, tra l’assessore all’Ambiente Bruno Magatti e il gruppo di lavoro del Circolo Willy Brandt. Una riunione in cui Magatti ha soprattutto esposto le linee del suo lavoro in municipio in questi anni. Sollecitato da alcune domande dirette, l’assessore ha nuovamente escluso, e in modo categorico, la possibilità di una sua partecipazione alle primarie. Magatti ha ribadito quanto detto più volte e in altre circostanze, ovvero che un gruppo dirigente di partito dovrebbe avere il coraggio di scegliere un proprio candidato e di proporlo alla città, insieme con un progetto politico chiaro.
Nessuna corsa alle primarie, quindi, per Magatti. Che non ha tuttavia escluso l’ipotesi di una partecipazione diretta al voto amministrativo, magari alla guida di una lista civica dentro il perimetro del centrosinistra.

31 Gennaio 2017

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