Primarie, varata la carta dei valori. Dubbi sulle firme

La coalizione di centrosinistra
Quota 300 sottoscrizioni giudicata «eccessiva». Si deciderà a metà settimana
Carta dei valori approvata senza eccessivi patemi. Regolamento fermo invece ancora per qualche giorno, in attesa di risolvere la questione firme. Le primarie del centrosinistra per scegliere il candidato sindaco di Como si trovano a dover affrontare uno scoglio tecnico-burocratico che ha però il sapore di una questione politica.
La disputa riguarda il numero di firme necessarie per presentare una candidatura e la modalità di raccolte delle stesse.
L’indicazione di massima del

gruppo dirigente del Partito Democratico è parsa eccessiva. Da via Regina era infatti giunta la proposta di 300 sottoscrizioni per ciascun candidato raccolte alla presenza di un consigliere comunale, sul modello di quanto avviene con i referendum. Una procedura giudicata alla stregua di uno sbarramento preventivo difficile da superare per chi non ha alle spalle un partito. Una modalità che impedirebbe a personalità della società civile eventualmente intenzionate a partecipare alla competizione di presentare la propria candidatura.
I nomi in campo
In attesa di superare in modo definitivo le questioni formali, resta sul terreno il nodo degli aspiranti alla corsa primaria. Ieri mattina la riunione della corrente veltroniana del Pd non ha sciolto le riserve sul nome di Emilio Russo. Lo stesso ex consigliere regionale del Pci, prima di partire per qualche giorno di ferie al mare, ha annunciato di voler «scrivere una lettera» al gruppo dirigente del Pd per chiarire alcuni punti tuttora irrisolti. In sostanza, Russo rivendica un ruolo centrale in queste primarie per il Partito Democratico che a livello comasco ha invece deciso di essere primus inter pares con le altre forze in campo. «Mi piacerebbe sapere chi rappresenta chi – dice Russo – quale sia il perimetro delle primarie, quale sia cioè il programma della coalizione e chi aderisce a questo programma». Non manca una frecciata a chi – Mario Lucini e Marcello Iantorno – ha già detto di voler correre. «La presentazione delle candidature è legittima, ma uscire prima di stabilire chi partecipa è fuorviante».
Alle obiezioni di Russo risponde indirettamente Paolo Furgoni. L’ex segretario provinciale della Margherita, che ha guidato il tavolo tecnico su regolamento e carta dei valori, spiega: «La cosa nuova di queste primarie è che si rompono i tradizionali confini. La scelta del Pd di non appoggiare nessun candidato va in una direzione chiara. I candidati rappresenteranno tutta la coalizione. I partiti devono capire che la realtà cittadina è cambiata, serve una partecipazione diffusa, occorre pensare a un modello nuovo di rappresentanza».
Il patto tra Sel e Paco
Tra i partiti e le forze civiche che scelgono di cambiare metodo ci sono anche Progetto per Amministrare Como (Paco) e Sinistra Ecologia e Libertà (Sel) che hanno sancito un’alleanza di intenti. Sceglieranno insieme se candidare e sostenere un proprio nominativo alle primarie di novembre, conferma il segretario provinciale di Sel Vittorio Bergna. Sulle primarie interviene anche Mauro Frangi, presidente di Confcooperative Como, che ribadisce di aver «manifestato apprezzamento» per una eventuale candidatura del segretario della Cisl, Fausto Tagliabue, ma si chiama fuori dal gruppo di sostenitori di Emilio Russo «dal quale» dice di essere separato «da una differente visione e cultura politica»

Dario Campione

Nella foto:
Le primarie per il candidato sindaco del centrosinistra sono fissate per il 20 novembre

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