Primavesi: «Pronti a trovare un accordo su via Parini»

«Non faccio la òla sul nome di Taborelli ma dividersi non serve a nessuno»
(da.c.) «Nessuno di noi ha intenzione di fare barricate, siamo però curiosi di sapere che cosa ci diranno i rappresentanti della cosiddetta “maggioranza”».
Il numero uno della Confcommercio di Como, Giansilvio Primavesi, si prepara a condurre l’ultima parte della difficile trattativa sulla composizione dell’esecutivo della Camera di Commercio. Oggi pomeriggio, Primavesi – insieme con il collega di Confartigianato, Marco Galimberti – incontra la delegazione guidata da Ambrogio Taborelli, industriale tessile candidato da via Raimondi quale prossimo presidente dell’ente camerale. «Le cose sono un po’ in stallo – ammette Primavesi – perché non si riesce a capire quali siano gli obiettivi di chi ha conquistato la maggioranza dei seggi in consiglio camerale – dice il presidente della Confcommercio – Credo tuttavia che si possa trovare un accordo. Nessuno di noi ha intenzione di fare barricate». Su un punto Primavesi è chiaro: «L’accordo è utile per tutti. Non ha senso, infatti, andare alla conta. O racimolare un voto in più per eleggere il presidente 15 a 13. Sarebbe un danno per le imprese e per tutti noi», aggiunge.
Sul nome di Taborelli, il numero uno di via Ballarini è chiaro: «Come imprenditore non si discute, gli affiderei subito le mie aziende. Ma come guida della Camera di Commercio ho maggiori perplessità. Certamente, non faccio la òla per questa soluzione. Ma in ogni caso, se si deve votare Taborelli ci dicano su quali programmi. Sono doverosamente curioso di sapere quali siano le loro proposte».
Il nodo, oltre ai progetti, sta soprattutto sulla divisione degli incarichi. Confcommercio e Confartigianato rivendicano un posto nella giunta. Cosa che mette in crisi l’apparentamento uscito vincitore dalla fase elettorale che ha portato alla formazione del nuovo consiglio.
In particolare, la Cna non è d’accordo sull’ingresso nell’esecutivo di un rappresentante di Confartigianato, anche se ieri i vertici della stessa Cna hanno smentito tale circostanza.
«Non abbiamo mai espresso veti o fatto questioni personali rispetto al futuro della giunta camerale. Riteniamo che, anzi, si debba ragionare sui programmi».
Ma la realtà del dissidio tra associazioni artigiane è stata confermata da più fonti. La verità verrà a galla martedì prossimo al momento del voto.

Nella foto:
La Camera di Commercio di Como eleggerà i suoi nuovi amministratori martedì prossimo, 18 novembre (foto Mv)

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