Prime schermaglie tra Landriscina e Traglio. In vista due settimane di battaglia

Una notte insonne, trascorsa a compulsare freneticamente i risultati in compagnia di amici e di «compagni di viaggio elettorale». E una mattina piena di telefonate. Il giorno dopo di Mario Landriscina è segnato da stanchezza mescolata alla soddisfazione per il risultato e alla preoccupazione per i numeri dell’affluenza. «Da cittadino – dice il candidato del centrodestra – il dato dell’astensionismo mi allarma molto, è un segnale devastante dal punto di vista della democrazia».

L’analisi del voto di Mario Landriscina guarda alle «novità» di questa tornata. «La prima e più importante, lo ripeto, è l’astensionismo; subito dopo metterei il grandissimo risultato di Alessandro Rapinese, quindi l’affermazione della nostra coalizione, tornata unita dopo anni». Uno sguardo, il medico candidato lo lancia maliziosamente anche nel campo avversario. «Mi sembra che Traglio abbia costruito la sua lista con una strategia precisa: promuovere i suoi capilista. Io, al contrario, ho messo insieme persone che volevano impegnarsi in modo disinteressato».

Un civismo vero contro uno disegnato a tavolino, sembra dire Landriscina. Che per una volta rinuncia al suo stile pacato per tirare una stoccata: «In queste settimane sono stato bersagliato e non mi è piaciuto. Marcheremo le differenze e faremo capire agli elettori perché Traglio evita di dire alcune cose che farebbero arrabbiare la sinistra. La sua storia è un’altra, sarò costretto a ricordarglielo».

Quando ancora lo scrutinio dei voti non è terminato Maurizio Traglio accoglie la stampa nella sua sede elettorale di via dei Mille. «Ho sempre pensato che questa partita si giocasse in due tempi», dice. Lasciando intendere di essere pronto a ricominciare la partita. Anche il candidato di centrosinistra evidenzia il dato dell’astensionismo, una «variabile» che riconduce «alla delusione verso i partiti e all’inconcludenza della politica». E spiega di voler recuperare il distacco che oggi lo separa dal suo avversario «parlando ai cittadini, soprattutto a coloro i quali non hanno votato».

La parola chiave di Traglio è «svolta», la stessa che campeggia sul simbolo della sua lista civica, «la nota positiva – dice – della domenica elettorale». L’elogio, atteso, ai suoi due capilista che hanno fatto il pieno di preferenze va però di pari passo con parole di critica al Partito Democratico che, dice Traglio, «poteva fare di più. Sono stati occupati da altro, la legge elettorale ad esempio, si sono dimenticati del territorio». Un’apparente presa di distanza che il candidato del centrosinistra nega in questi termini, pur ribadendo come problematica l’assenza, a Como, durante la campagna elettorale, di esponenti nazionali Dem. Su apparentamenti e accordi con la sinistra Traglio lascia poi la porta aperta. «Sono pronto a dialogare con chiunque, e in particolare con i cittadini».

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