Primo caldo arrivano i pollini, allergici ko. Al Sant’Anna boom di richieste di visite

Un paio di giorni di sole ed ecco che nei prati spuntano le prime spighette. Sono le temibili graminacee. Gli occhi si arrossano, il naso inizia a prudere e dall’influenza con bronchite del cambio di stagione tanti comaschi sono passati in tal modo alle crisi allergiche. E così sono bastate poche ore ed ecco che tutti i 25 posti messi a disposizione dal reparto di Allergologia dell’ospedale Sant’Anna, in via Napoleona, sono andati esauriti. Si trattava di 25 visite gratuite nell’ambito dell’iniziativa nazionale dal titolo quantomeno curioso “Etciù! Rinite?” in programma per venerdì 10 aprile nel Poliambulatorio del monoblocco al sesto piano presso il servizio di Allergologia per diagnosticare la rinite allergica.
Il servizio di Allergologia, di cui è responsabile Marina Mauro, ha infatti aderito alla campagna nazionale di informazione “Etciù! Rinite?”, promossa dall’Associazione allergologi immunologici territoriali e ospedalieri (Aaito) e Società italiana di Allergologia Asma e Immunologia clinica (Siaaic) con il patrocinio di Federasma, Allergie onlus e Associazione Pazienti Allergici (Apa).
Starnuti, prurito, naso chiuso, occhi rossi sono i principali sintomi della rinite allergica, patologia provocata da un’infiammazione della mucosa nasale che si manifesta quando l’organismo entra in contatto, attraverso il naso o la gola, con un allergene e reagisce in maniera eccessiva per difendersi.
«La rinite – spiega Marina Mauro – è spesso sottovalutata. Ne soffre circa il 20% della popolazione e frequentemente precede l’asma. Infatti, il rischio di asma in soggetti con rinite è circa 4 volte superiore rispetto ai soggetti senza rinite».
«La rinite, se non diagnosticata e curata, può condizionare molto la qualità della vita e il rendimento lavorativo e scolastico della persona che ne soffre – aggiunge – È causata da allergeni di origine animale, come acari della polvere e pelo di gatti o cani, vegetale, ovvero i pollini, e più raramente dall’inalazione di sostanze chimiche. Il medico specialista può individuare la tipologia di rinite e proseguire gli accertamenti con test allergologici su cute e sangue e spirometria».
La terapia va formulata secondo il tipo di rinite allergica diagnosticata dal medico. Le possibilità di cura prevedono l’allontanamento dell’allergene, per quanto sia possibile, la terapia farmacologica (sotto prescrizione medica), efficace e di semplice somministrazione, e l’immunoterapia specifica, cioè un vaccino che viene prescritto dallo specialistica allergologo, in grado di modificare la storia naturale della patologia. Altre informazioni su www.nasolibero.it.
L’impegno dell’Allergologia del Sant’Anna nell’ambito informativo e formativo proseguirà l’11 aprile insieme ai colleghi del reparto di Pneumologia con un corso per medici di Medicina generale.

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