Primo trimestre con cali a doppia cifra. I risultati peggiori nell’industria arrivano da tessile e legno-arredo

Il settore tessile guarda al futuro

Cali di produzione, ordini e fatturato di industria e artigianato. Diminuzione del volume d’affari per commercio e servizi, dove però l’occupazione ancora tiene, soprattutto grazie al blocco dei licenziamenti imposto dal governo. Lo studio con tutti i numeri dell’impatto della crisi da Covid sull’economia, fatto dalla Camera di Commercio di Como e Lecco sul modello dei colleghi di Varese, dovrebbe essere pronto soltanto per fine mese. Per ora è necessario accontentarsi della consueta analisi congiunturale dell’ente di via Parini. Già per il 1° trimestre dell’anno la fotografia della situazione è allarmante. Nei primi tre mesi dell’anno, il lockdown dell’emergenza Covid-19 ha fatto calare quasi a doppia cifra produzione, ordini e fatturato (rispettivamente -9,4%, -10,3% e -9,4%). L’artigianato è messo peggio del commercio e in linea con i servizi.
Per quanto riguarda i vari settori, l’industria comasca tiene meglio della lombarda. Il legno-arredo con il -20,1% è il comparto più penalizzato, seguito dal tessile con il 15,9% e dalla meccanica (-6%). L’indice medio della produzione industriale comasca a fine marzo 2020 si è attestato a 88,6 (fatta 100 la media del 2010), contro il 100,1 della media regionale. Cadute di ordini e fatturato in linea con il comparto dell’industria per l’artigianato. Anche qui l’indice medio della produzione è di 88,7 contro l’83 della media regionale. Per commercio e servizi, il territorio comasco evidenzia una diminuzione del volume d’affari dell’8,1% e del 6,8%. A preoccupare sono anche le aspettative degli imprenditori lariani per il 2° trimestre 2020: in tutti i comparti i saldi tra imprenditori pessimisti e ottimisti sono ampiamente negativi e in deciso peggioramento rispetto alla scorsa indagine. I fallimenti sono in crescita a Como da 13 a 18 unità (+38,5%), mentre calano a Lecco da 16 a 9 (-43,8%). Diminuisce l’importo complessivo dei protesti in entrambe le province: a Como da oltre 1,2 milioni a poco più di 600mila Euro (-50,1%). Aumentano le ore di cassa integrazione autorizzate dall’Inps in tutti e due i territori.
«Purtroppo ci attendiamo dati molto negativi anche nel secondo trimestre – ha commentato il presidente della Camera di Commercio di Como e Lecco, Marco Galimberti – La resilienza del tessuto economico lariano era già stata ampiamente testata nel corso della lunga crisi partita a fine 2008. Questa è un’emergenza molto diversa, causata da uno shock ancor più violento della domanda e dell’offerta, e soprattutto da un impatto molto asimmetrico: alcuni settori si sono fermati (ad esempio il turismo), altri hanno lavorato a pieno ritmo».

Articoli correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.