Problemi moltiplicati per la città

LA LETTERA
Riceviamo e volentieri pubblichiamo:
Caro Direttore,
Quanta tristezza, quasi ogni giorno, quando leggo le notizie sulle “grandi opere” del nostro territorio.
Ogni giorno qualcosa non va, ogni giorno Como perde.
Cittadella sanitaria, paratie, Ticosa: è sempre la stessa storia.
Se non è sbagliato il progetto, mancano i soldi. Oppure, ci sono altri intoppi.
Ma io mi domando se non ci sia qualche difetto di qualità: troppa superficialità, troppa imprecisione.
Premetto che io ero contrario all’edificazione di un nuovo ospedale: secondo me sarebbe stato meglio ristrutturare il Sant’Anna e San Martino senza andare invece a devastare un’area verde quando si hanno a disposizione edifici quasi adatti alla bisogna.
Ma tant’è: cosa fatta capo ha.
Però, quando ci si imbarca in un’operazione del genere, bisogna aver prima pronto un piano finanziario ed operativo completo e dettagliato.
Il giorno seguente il trasloco a San Fermo della Battaglia sarebbero dovuti iniziare i lavori in via Napoleona e al San Martino: non si può lasciare inutilizzati – e senza un progetto serio – compendi così importanti.
Credo che chi amministra la cosa pubblica abbia il dovere di ben esaminare e soppesare tutti i pro ed i contro di certe operazioni perchè non si può buttare a mare così i soldi dei cittadini.
Bisogna fare delle scelte e confezionare il piano economico completo, poi partire con l’operazione completa.
Scusi lo sfogo, direttore; ma ero un neo-assunto quando il professor Piero Todeschini, allora assessore alla Cultura del Comune di Como, mi disse che l’acquisto della Ticosa sarebbe stato un buon investimento per i comaschi. Ora sono un neo- pensionato ma non solo la Ticosa è ancora un’area inespressa, ma i problemi di Como sono moltiplicati.
Cordiali saluti.
Enzo Testoni
(m.rap.) Difficile, anzi impossibile non essere d’accordo con lei. Sottoscrivo.

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