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Processione incessante a Giussano. Il tributo discreto della sua gente. «Un esempio per tutti i giovani»

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Anche domenica la camera ardente. Lunedì alle 14.30 i funerali

Una processione mesta, discreta, come pure discreto è il dolore della famiglia, della moglie Chantal e dei figli Andrea, Alessandra, Benedetta e Gaia. In tanti, ieri a Giussano, hanno voluto rendere omaggio a Stefano Borgonovo, alla camera ardente nella sua casa, che anche oggi e domani sarà aperta nel pomeriggio.
Un via vai con tanta gente semplice e qualche personaggio del mondo del calcio. Ma soprattutto sono stati i giussanesi – la cittadina conta circa 25mila abitanti – a voler rendere

omaggio a Borgonovo davanti alla sua bara, in una stanza con le foto della sua carriera.
Persone di tutte le età, tifosi, nonni e nipoti, amici dei figli e di tutta la famiglia, la “sua” gente. Quella di Giussano che ha sempre conosciuto Stefano, prima del calciatore che tante soddisfazioni si è tolto con le maglie che ha vestito, a partire da quella del Como, passando da Milan e Fiorentina, per poi concludere la carriera con le esperienze a Brescia e Pescara. Senza dimenticare le presenze con la Nazionale, sia quella maggiore, sia l’Under 21.
E proprio il commissario tecnico della Nazionale, Cesare Prandelli, dopo la bella prova della sua Nazionale, ha dedicato a Borgonovo la prestazione degli azzurri nella semifinale di Confederations Cup. Parole di cordoglio sono arrivate anche da Michel Platini, presidente Uefa, e da Joseph Blatter, numero uno della Fifa.
Curiosamente proprio Blatter ha detto «no» alla richiesta della Federcalcio italiana di poter osservare un minuto di silenzio prima del match con la Spagna.
Cosa che ha fatto arrabbiare non poco gli appassionati, ma che allo stesso tempo ieri, alla fine, a Giussano non interessava a nessuno. Perché ieri era il giorno del dolore, come oggi, domani e lunedì, quando alle 14.30 saranno celebrati i funerali dello sfortunato ex calciatore, dove è annunciata una massiccia presenza di personaggi del mondo dello sport, ma soprattutto di tanti appassionati azzurri, che non vorranno mancare all’ultimo saluto.
L’omaggio è nella stessa casa che nel gennaio del 2011 ospitò la presentazione della sponsorizzazione del Calcio Como, che da quel giorno, nella rimanente parte della stagione, ebbe sulla maglia la scritta “Fondazione Borgonovo”.
Un giorno di festa quello, in cui tutti ricordano un Borgonovo pronto a dispensare battute, a fare pronostici (indicò il Milan come campione d’Italia e ci azzeccò) e dare una sferzata di voglia di vivere alle persone che erano lì.
Atmosfera ben differente ieri, con una processione incessante che ha preso il via verso le 15 in una giornata che ha alternato scrosci di pioggia a sole. Più inglese che brianzola. Prima, la piazza dove si trova la casa di Borgonovo, era presidiata prevalentemente da fotografi, giornalisti e operatori delle televisioni, a cui la famiglia di Stefano aveva fatto sapere di non gradire riprese all’interno. Ma con le porte aperte per tutti coloro – senza preclusioni – che volessero rendere omaggio all’ex giocatore. Fuori, fatto curioso, a dirigere il traffico c’era un vigile urbano che si è proclamato «da sempre grande tifoso del Como».
Tra i primi ad arrivare a rendere omaggio alla salma, l’opinionista di Etv, Nino Balducci, che nelle sue telecronache si era esaltato, e aveva esaltato i tifosi, raccontando le gesta del bomber azzurro.
Assieme a lui, l’ex medico del Calcio Como Enrico Fermi, che negli anni ’80 seguiva la prima squadra, Borgonovo compreso. «Un ricordo? Non è possibile – dice – perché quegli anni sono stati tutti belli».
Il primo ex calciatore a farsi vedere è stato Michele Nicoletti, portiere del Como ai tempi della gestione di Enrico Preziosi, che è sempre stato di poche parole. «Stefano è stato anche il mio procuratore – ricorda – e io ho lavorato nella sua scuola calcio. Ma al di là di questo, mi piace ricordare, in questo momento, una lunga amicizia».
A metà pomeriggio ha fatto la sua comparsa anche il sindaco di Giussano, fin troppo a suo agio nello sfilare da una telecamera all’altra o a mettersi in posa per i fotografi in una giornata comunque ad alto tasso mediatico. Importanti comunque le sue parole. «Dedicheremo a Borgonovo qualcosa – ha spiegato Gian Paolo Riva – come abbiamo fatto per un altro grande calciatore della nostra cittadina, Aldo Boffi».
«Voglio ricordare Stefano come un combattente – ha aggiunto il primo cittadino – e soprattutto come un esempio per i più giovani. Aveva una grande voglia di vivere».
Dal mondo del calcio hanno raggiunto Giussano anche Gigi Cagni – che era con Borgonovo alla Sambenedettese – e Mauro Tassotti, compagno di squadra al Milan. «Era un combattente – è stato il suo ricordo – ma con la sua ironia cercava di mettere a suo agio le persone che andavano a trovarlo. A questo punto mi auguro che la ricerca ci fornisse più certezze sulla Sla».
Oggi ci sarà una nuova giornata di omaggio a Borgonovo, presumibilmente con ancora più gente, considerando il giorno prefestivo, che non vorrà mancare per questo doveroso tributo.

Massimo Moscardi

Nella foto:
L’ingresso di casa Borgonovo a Giussano. Anche oggi e domani pomeriggio sarà aperta la camera ardente. Lunedì si svolgeranno i funerali (fotoserivizio Fkd)
29 giugno 2013

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