Processo camicie verdi. C’è un nuovo rinvio

Un comasco coinvolto
Un nuovo rinvio a sedici anni dall’apertura delle indagini. Il leghista comasco Luciano Grammatica, 42 anni, già consigliere comunale e tuttora nel direttivo del Carroccio locale torna così da Verona con un pugno di mosche.
Ed è stupito il difensore del comasco, Attilio Fontana, sindaco di Varese e presidente di Anci Lombardia. «Il pm ha chiesto di rimandare tutto alla Corte Costituzionale, che aveva già valutato la questione in occasione di un precedente rinvio – dice Fontana – In questo
momento ci sono due decreti che abrogano la stessa legge (e il reato di associazione di carattere militare con finalità politiche ndr), essendo valido e riconosciuto il primo, secondo noi non c’era bisogno di valutare anche il secondo». E invece è tutto da rifare. Quale sono i tempi previsti?
«Ora dovremo aspettare almeno un anno – commenta il sindaco di Varese – E credo che a questo punto ci siano tutti gli estremi per un ricorso alla Corte di giustizia dell’Unione europea».
Vuole fare un commento politico sulla vicenda? «Quando lavoro come avvocato non faccio dichiarazioni politiche» spiega Fontana.
Non la butta in politica neppure Luciano, Lucio Grammatica. «Dopo sedici anni non si comprende neppure di quale reato possiamo essere accusati. Reati che sarebbero pure prescritti. Io comunque voglio andare avanti fino in fondo in una vicenda che si trascina da troppo tempo. E seguirò in Tribunale tutte le udienze, come ho sempre fatto», dice.
Da tempo è stato riconosciuto che a capo delle guardie nazionali padane vi fossero i big della Lega e la loro posizione venne stralciata. Sulle 36 camicie verdi si dovrà invece ancora pronunciare la Corte costituzionale.

Paolo Annoni

Nella foto:
In Tribunale a Verona.

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