Processo paratie, tutti in aula a novembre. Nessun rito alternativo anche per Ferro

(m.pv.) A meno di clamorosi colpi di scena dell’ultimo secondo – scadono oggi i termini per la richiesta di riti alternativi – tutti gli indagati della prima fase dell’inchiesta delle paratie (tranne uno) andranno a processo sfidando l’aula. Quindi, nessun patteggiamento e, tantomeno, nessun rito abbreviato (con il conseguente sconto di pena), ma la volontà di difendersi di fronte ai giudici. L’ultimo a decidere per cui, come abbiamo detto, scadono oggi i termini – è Antonio Ferro, dirigente del Comune di Como, che comunque come gli altri andrà a processo.

L’udienza era già stata fissata per novembre. Sfileranno in aula – con accuse diverse cui saranno chiamati a rispondere in modo diverso – anche Pietro Gilardoni (dirigente del settore “Reti”di Palazzo Cernezzi), l’im prenditore Giovanni Foti, Antonella Petrocelli, ex segretaria comunale sempre del Comune di Como, Ciro Di Bartolo (funzionario del settore Reti) e Antonio Viola, colui che aveva preceduto Gilardoni nella carica al vertice del settore Reti. Il fascicolo è quello noto che aveva portato – prima dell’estate – alla clamorosa esecuzione di quattro ordinanze di custodia cautelare.

Al centro dell’attenzione il servizio di affidamento della progettazione della terza variante delle opere di difesa dalle esondazioni del lago, meglio note come paratie. I reati ipotizzati dalla Procura di Como parlano a vario titolo di turbata libertà nella scelta del contraente, falso e turbativa d’asta. L’accusa aveva chiesto il giudizio immediato (sottolineando l’evidenza della prova) e la risposta degli indagati è stata quella di sfidare l’aula in un processo che fin da ora si preannuncia molto caldo.

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