Processo Stefanoni, i legali del minorenne delusi dal rinvio

La Corte di Cassazione e l’ex parroco
Rientro a casa con l’amaro in bocca. E con la rabbia di aver fatto un viaggio a Roma a vuoto, dopo la decisione della Corte di Cassazione di rinviare la sentenza sul processo a don Mauro Stefanoni, 40enne canturino, ex parroco di Laglio, condannato in due gradi di giudizio a otto anni di reclusione per violenza sessuale su un ragazzino minorenne. Le parti civili, che rappresentano proprio l’adolescente che ha denunciato gli abusi e i suoi familiari, restano sconcertate davanti a questa decisione della Cassazione.

Tutto rimandato a data da definire. Una certezza non c’è ancora. La data della nuova udienza – decisiva per il futuro del prete tuttora sospeso da ogni incarico dalla Curia – è da stabilire. Ma non se ne parlerà prima del prossimo anno.
E così a masticare amaro, come detto, sono le parti civili Nuccia Quattrone e Leonardo Ortelli. Perché speravano di mettere la parola conclusiva alla vicenda. Invece devono rimandare tutto, con un ulteriore carico di sofferenza.
Don Mauro è rimasto a casa, insieme con i parenti, ad attendere il verdetto da Roma. Quando gli hanno detto che era tutto rimandato, non è apparso sollevato. Anzi. «Perché – spiegano i suoi legali – è come se una persona fosse seduta sulla sedia elettrica e all’ultimo momento le dicessero che l’esecuzione è stata rimandata».

Marco Romualdi

Nella foto:
Il palazzo romano che ospita la Corte di Cassazione

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