Profughi, l’affondo di Maroni: “Governo sveglia, vanno rimandati a casa loro”

Roberto Maroni,

«La Lega Nord si opporrà duramente a questa decisione calata dall’alto che trasforma Como nel più grande hub della Lombardia». Le parole sono del deputato lariano del Carroccio, Nicola Molteni, che interviene sulla precaria situazione esistente a San Giovanni. «Caserma o tendopoli a Como per ospitare 500 finti profughi? In entrambi i casi si tratta di soluzioni inaccettabili, contrarie a ogni regola e al buon senso. Il Governo, il sindaco di Como, la Prefettura e i deputati comaschi e lombardi del Pd vogliono svuotare la stazione di Como San Giovanni dando ospitalità a tutti gli immigrati, senza alcuna distinzione tra chi ha già fatto la domanda d’asilo ma si è sottratto volontariamente al programma di protezione, tra chi la domanda d’asilo neppure la fa, tra chi si è sottratto all’identificazione e non vuole fermarsi in Italia, e tra chi neppure scappa da conflitti ma cerca solo un ricongiungimento familiare fuori dal nostro Paese», tuona il deputato, a cui ha fatto eco  il governatore della Lombardia Roberto Maroni.

«Ha ragione Molteni: questi non sono profughi ma clandestini. Secondo le regole europee e la Legge Bossi-Fini non hanno diritto a stare da noi. E allora vanno rimandati a casa loro, altro che accoglierli. Governo sveglia», ha scritto Maroni sul suo profilo Facebook. Le regole internazionali e europee «dicono altro, prevedendo l’accoglienza solo a chi scappa dalla guerra, mentre per tutti gli altri è previsto che siano identificati, espulsi e rimpatriati – conclude Nicola Molteni – Oggi la provincia di Como ospita 1354 falsi profughi in 101 strutture di accoglienza (appartamenti, residence, abbazie, oratori) che costano alla comunità comasca 18 milioni di euro, una enormità inaccettabile. La sola città di Como accoglie oltre 700 finti profughi, il 253% in più rispetto alla media di tolleranza. Adesso basta: Como e il nostro territorio hanno già dato troppo in termini di accoglienza».

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