Profughi a San Giovanni, ancora nulla di concreto per fronteggiare l’emergenza

Numerosi incontri, tanti impegni, ma per il momento nulla di concreto, da parte del governo, per fronteggiare l’emergenza dei profughi accampati nei prati davanti alla stazione di San Giovanni a Como, giunti ormai a quota 500. Martedì mattina in città sono comparsi i due deputati lariani del Partito Democratico, Chiara Braga e Mauro Guerra, che hanno incontrato prima il prefetto Bruno Corda e poi il sindaco Mario Lucini e l’assessore alle Politiche sociali Bruno Magatti.
«Si stanno definendo le modalità concrete, con la disponibilità delle relative risorse, anche finanziarie e logistiche, per dar corso ad adeguati interventi sulla situazione dei migranti alla stazione – hanno fatto sapere i due parlamentari in un comunicato diffuso in serata – Interventi che attengono sia la logistica dell’accoglienza sia la gestione e il controllo dei flussi, in entrata e in uscita dalla città, ai fini di un complessivo alleggerimento della situazione». Braga e Guerra assicurano che «l’impegno serio e concreto, nostro e delle altre istituzioni, proseguirà proficuamente nei prossimi giorni».
Il problema di fondo è trovare una struttura in cui accogliere i migranti attualmente fermi davanti alla stazione, in attesa di riuscire a superare il confine con la Svizzera e proseguire il viaggio verso Nord. Diverse le ipotesi sul tavolo, dal potenziamento dell’accoglienza nella ex sede Stecav in viale Innocenzo alla caserma De Cristoforis, all’ex scalo merci tra via Regina Teodolinda e la stazione stessa. Torna intanto all’attacco dell’esecutivo romano il deputato comasco della Lega Nord Nicola Molteni. «Il governo è menefreghista e latitante nei confronti di Como – ribadisce il parlamentare padano – È complice del disastro».
Prosegue intanto l’attività del presidio sanitario mobile allestito alla stazione grazie alla collaborazione tra le istituzioni, i vertici dell’Ats Insubria, dell’Asst Lariana, della Croce Rossa Italiana, dell’Ordine dei medici e di Federfarma. Un centinaio i migranti visitati lunedì, in mattinata e poi tra le 20.30 e le 23. In 65 casi sono state necessarie cure mediche. «Si è trattato prevalentemente di disturbi respiratori da raffreddamento, odontoiatrici e cutanei non gravi, quali escoriazioni ed eritemi. Un solo caso ha richiesto l’intervento del 118», precisa l’Ats Insubria. A Milano intanto sale la polemica tra Palazzo Marino e la Regione per la tendopoli prospettata dal neosindaco Giuseppe Sala come soluzione provvisoria per l’accoglienza dei migranti che potrebbero arrivare nella metropoli da Ventimiglia e dalla stessa Como.

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