Cronaca

Progetto per il nuovo Sinigaglia: a giorni un altro incontro. Spazio a calcio e commercio

altLa proposta per l’area che era solo il Pra Pasquèe
Per il grande Gianni Brera era lo stadio più bello del mondo. E il Sinigaglia, in una giornata tersa e calda d’ottobre come quella di ieri ha un fascino indiscusso, da togliere il fiato. Ogni comasco ha un suo personale ricordo legato a questo impianto. Quelli di chi scrive sono la prima partita vista in curva Monumento con sorella e papà, promozione dalla C1 alla B, giugno 1979. Sembra ancora di sentire i cori dei tifosi, soprattutto quelli zeppi di parolacce. Un po’ meno bello il ricordo di

quando, dieci anni più tardi, ai giardini a lago chi scrive fu circondato da dieci ultras del Brescia prima della partita. Si presero le due sciarpe della Fossa Lariana. Da allora sono passati tanti campionati del Como.
Nulla comunque a confronto delle tante, forse troppe, trasformazioni dello stadio.
Tutto si può dire a Enrico Preziosi, ma non di essere un cattivo comunicatore. La sua definizione del Sinigaglia “stadio Frankenstein” calza a pennello ancora oggi. L’ex patròn del Como si riferiva alle modifiche del progetto firmato da due grandi architetti come Enrico Mantero e Antonio Plankensteiner, poi più volte stravolto, soprattutto con la realizzazione della curva di tubolari.
È questo il destino del Sinigaglia da sempre. Lo stesso disegno del Greppi venne visto e rivisto con il cantiere ancora aperto.
Entriamo dal cancello che porta alla sede del Como, per arrivare fino in tribuna. L’erba è più verde dei prati sintetici. La pista di ciclismo e l’anello per l’atletica non ci sono più da tanti anni, ma quello spazio tra le tribune e il campo potrebbe servire ad aumentare la capienza, fino ai 22mila posti a sedere previsti nel progetto presentato al sindaco Mario Lucini da un gruppo straniero.
Sembra che il prossimo incontro sarà a giorni. Gli impresari hanno proposto un impianto con funzioni sportive, ma anche commerciali e turistiche. Un albergo? Ristoranti? Negozi? Sul fronte galleria commerciale ci sono pochi dubbi, ma sugli altri particolari il riserbo è massimo.
Di certo verrà realizzato anche un grande parcheggio interno, probabilmente interrato, per fare vivere la struttura tutti i giorni dell’anno e non solo una volta ogni quindici giorni per dieci mesi, quando gioca il Como.
«Non solo calcio» sembra essere la parola d’ordine utilizzata per il nuovo Sinigaglia. Certo, ma la struttura è vincolata in molte sue parti. È vincolata l’area della tribuna centrale, la “Casa del Balilla”, la Piscina Sinigaglia. Il progetto prevede di abbattere tutto ciò che non è vincolato e di realizzare tutti gli spalti coperti. Addio alla curva in tubi, ma pure alla più recente curva ospiti e al settore Distinti, aperto solo per pochissime stagioni.
L’intervento dovrà comunque passare dal setaccio della Soprintendenza. Il gruppo straniero chiede una gestione lunga, forse lunghissima, vicina al secolo, più dell’età del Sinigaglia stesso.
Eccolo lì, intanto imponente, lo stadio, tra il Transatlantico, il Munumento ai Caduti, l’Aero Club, i giardini e le società nautiche. L’unico stadio vista lago. L’unico stadio d’Italia non solo in centro, ma in una delle zone di maggiore pregio della città. Ci si muove tra opere razionaliste conosciute in tutto il mondo. E pensare che non è sempre stato così in questi luoghi.
Fino al 1927, in questa fetta di Como c’era soltanto un prato e neanche tenuto tanto bene. Il Pra Pasquèe, ricavato dalla bonifica di una zona paludosa alla foce del Cosia, della roggia Molinara e del torrente Valfresca. Più a lago sorgevano i bagni pubblici, il cantiere della Navigazione e la spiaggetta del “Bindelin”.
Nessuna villa, palazzo o monumento, insomma. Un prato dove si montavano le tende degli accampamenti dei soldati, ma anche il circo di Buffalo Bill, e si giocava anche al pallone. Uno spazio aperto per manifestazioni aeronautiche e per il giuramento delle reclute, comprese quelle in partenza per il fronte.
Le due aquile romane, simboli fascisti, a uno degli accessi della curva del Como sembrano voler prendere il volo nonostante siano di cemento armato. Non sarà facile neanche far volare il progetto per il nuovo stadio Sinigaglia, ma sognare che il degrado in cui versa il Sinigaglia oggi si possa vincere non costa nulla. E questi luoghi continueranno a conservare i ricordi di tanti comaschi sulle gesta dei calciatori azzurri.

Paolo Annoni

Nella foto:
Il cancello che porta alla tribuna centrale e alla curva degli ospiti, con il divieto di accesso per i cani (Fkd)
18 Ottobre 2014

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