Progetto San Francesco, incontro con il procuratore Pignatone

Nel bunker di Reggio Calabria
L’incontro si è tenuto in un ufficio-bunker, per ovvie ragioni di sicurezza, data la “caratura” del personaggio. E ha segnato un nuovo passo in avanti all’interno del progetto antimafia San Francesco, ideato e organizzato dalla Cisl e dal Siulp, sindacato di polizia. Alessandro De Lisi e Claudio Ramaccini, direttore e responsabile delle comunicazioni del “Centro Studi Sociali contro le mafie – Progetto San Francesco” hanno incontrato nei giorni scorsi Giuseppe Pignatone, uno delle figure
più importanti d’Italia nella lotta alla mafia e al crimine organizzato. Già capo della Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria, Pignatone è stato da poco nominato procuratore capo presso il Tribunale di Roma. L’incontro tra il magistrato e i responsabili del Progetto San Francesco è avvenuto, come detto, a Reggio Calabria.
Hanno partecipato anche Giacinto Palladino e Andrea Zoanni, della segreteria nazionale e lombarda della Cisl Bancari, e Luciano Belmonte, segretario della Filca Calabria. Le due sigle a rappresentanza della Cisl sono state scelte in modo mirato: proprio dalla Filca, settore edilizio, e dalla Fiba, settore bancario, è nata l’idea del Progetto San Francesco, al quale collabora anche il sindacato di polizia Siulp. È il primo esempio, concreto e istituzionale, di un’alleanza particolare – poliziotti e sindacati – uniti nella lotta alle mafie. Incontrando Pignatone, i responsabili del Progetto San Francesco hanno ribadito il loro l’impegno di fianco alla magistratura nel contrasto alla criminalità organizzata.
L’alleanza poliziotti-sindacati ha più volte chiesto alla politica un segnale concreto: tra le proposte, la destinazione del 35% dei capitali mafiosi sequestrati alla formazione e alla rioccupazione dei lavoratori in difficoltà, o la stesura delle “white list” per le imprese oneste. Da segnalare, infine, che la Cisl di Como e il Centro studi San Francesco proporranno, entro la fine di febbraio, l’adozione di un protocollo territoriale sulla legalità.
Ed è anche grazie al Progetto San Francesco se una villa di Cermenate, confiscata alla ’ndrangheta, verrà trasformata nel primo centro europeo per l’alta formazione contro le mafie. L’annuncio era stato dato a maggio dell’anno scorso. La struttura verrà dedicata a Giorgio Ambrosoli, l’avvocato che – incaricato di liquidare la Banca Privata Italiana di Michele Sindona – individuò i canali del riciclaggio di denaro, che da Cosa Nostra scorreva verso Nord. Venne assassinato l’11 luglio del 1979.

Nella foto:
Da sinistra, Giacinto Palladino, Luciano Belmonte, Giuseppe Pignatone (procuratore capo del Tribunale di Roma e già capo della Direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria), Claudio Ramaccini e Andrea Zoanni

Articoli correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.