Progetto sbagliato o progetto incompleto? Si riapre il dibattito politico su piazza Roma

piazza Roma

«È vero, nel programma elettorale del centrodestra c’era la riapertura alle auto di piazza Roma, ma nelle situazioni concrete è importante tenere conto di tutte le questioni e trovare soluzioni migliori valutando pro e contro. Un po’ sulla falsariga di quanto abbiamo fatto per il parcheggio in Ticosa, dove siamo arrivati a scegliere avendo in mano uno studio e le valutazioni economiche».
L’assessore al Commercio di Como, Marco Butti, dice la sua su piazza Roma all’indomani del botta e risposta in consiglio comunale tra il collega di giunta Vincenzo Bella e il capogruppo di Forza Italia Enrico Cenetiempo.
Butti premette che il problema «non è stato ancora affrontato in giunta» ma dice di comprendere le sollecitazioni di chi vorrebbe riaprire piazza Roma alle auto. Nel caso specifico, appunto, il gruppo di Forza Italia.
«Il progetto che abbiamo ereditato dal centrosinistra era un non progetto, una riqualificazione che si fa fatica a riconoscere come tale – dice Butti – La giunta Lucini non ha fatto altro che snaturare un contesto urbano, oggi totalmente privo di personalità, se mi è concesso dire così. Basti pensare che persino i mercatini preferiscono piazza Medaglie d’oro a piazza Roma». Per questo «servono studi e valutazioni». Una linea in tutto simile a quella dell’assessore ai Lavori pubblici, la stessa che ha però scatenato i dubbi e le perplessità dei forzisti.
«Oggi partiamo da un non progetto che non ha portato alcun valore aggiunto – dice ancora Butti – lo stesso centrosinistra ne è consapevole, tanto da proporre l’esenzione sino al 2022 della tassa di occupazione del suolo pubblico proprio per i commercianti di piazza Roma. È un fatto – conclude l’assessore – che la riqualificazione di piazza Grimoldi abbia funzionato e quella di piazza Roma no».
C’è da chiedersi, però, chi voglia davvero tornare indietro oltre a Forza Italia. Il capogruppo della Lega a Palazzo Cernezzi, Giampiero Ajani, ammette che «un po’ di posti auto in piazza Roma avrebbero fatto comodo, quantomeno per chi vuole andare in centro. Vero è che i parcheggi attirano auto e quindi traffico, ma nei momenti di maggiore affollamento servono». Secondo Ajani, in ogni caso, «l’ostacolo di via Rodari è insormontabile. Anche e soprattutto a causa della pedonalizzazione di piazza Grimoldi».
Meno entusiasta di un ritorno al passato tout-court è Franco Brenna, capogruppo della Lista civica Landriscina. «Non abbiamo ancora avuto alcuna discussione su questo argomento – dice – ma è un bene che se ne discuta, l’obiettivo di rivalorizzare questo pezzo di città così importante è prioritario».
A differenza di altri, però, Brenna aggiunge di «vedere la futura piazza Roma più come un salotto che come un parcheggio. Io mi immagino una piazza vissuta dalle persone con bar, ristoranti, cultura. Capisco che c’è un problema di trasporto pubblico e di collegamento con alcune strutture turistiche, ma tornare ai soli posti auto non è la giusta soluzione».
La replica dell’ex assessore
Sulla questione interviene pure Lorenzo Spallino, assessore all’Urbanistica della giunta Lucini. «Dico subito a chi sostiene il contrario che il nostro progetto ha funzionato. Non era infatti possibile avere parcheggi così in pressione sul centro. Il punto è un altro: piazza Roma è incompleta. Il transito dei pullman turistici avrebbe dovuto essere provvisorio. Inoltre era previsto l’inserimento dei giochi, delle bocce e l’installazione di una fontana. Noi avevamo immaginato una piazza ludica, con funzioni di svago. Oggi l’unico punto in centro in cui le mamme possono portare i figli a giocare è il piccolo parco di via Vittorio Emanuele». Secondo Spallino, quindi, «il progetto è rimasto a metà. Si può e si deve completare. Altro che tornare indietro, bisogna piuttosto andare avanti. Se per urbanistica intendiamo ascoltare solo alcune categorie di cittadini – conclude l’ex assessore – quelle a cui la città “serve”, piazza Roma ha fallito. Se invece pensiamo a tutto ciò che non è maschio, adulto e lavoratore, allora piazza Roma è stato il primo passo verso uno spazio accogliente e riservato».

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