Promozione, iniziative, itinerari. Ecco come la città sul Ticino si è costruita una nuova identità

altDietro il successo

Tutto si può dire dell’esempio pavese in tema di città d’arte, tranne che dietro la costruzione del successo vi siano improvvisazione o pressapochismo. Al contrario, spulciando tra le iniziative a supporto dell’attuale grande mostra dedicata a Monet si scopre una lunga serie di attività e di eventi a corollario dell’evento in sè.
Inutile dire che – come e forse più che Villa Olmo sul Lario – un grande asso nella manica di Pavia è la sede stessa dove vengono

organizzati gli eventi d’arte. Il Castello Visconteo, edificato nel XIV secolo, è conservato in ottime condizioni e le Scuderie annesse sono una sede espositiva di grande fascino.
Ma il Comune di Pavia, che – come abbiamo visto – in realtà non spende un centesimo per le grandi mostre delegando cura e organizzazione a una società privata, ha comunque puntato molto sull’inserimento degli eventi in un contesto culturale molto più ampio. Innanzitutto, la città fa parte di ben 6 itinerari storico-culturali-religiosi riconosciuti dall’Unione Europea e frequentati, ogni anno, da migliaia di turisti (circa il 10-15% dei visitatori della mostra, non casualmente, è straniero, e il dato è in costante ascesa). I visitatori, inevitabilmente, fanno spesso tappa in centro città, dove le mostre diventano facile richiamo. E quando i turisti non arrivano da soli, il Comune va a prenderli in tutte le più importanti fiere europee di settore. Impossibile, poi, non citare la Certosa di Pavia, che ogni anno richiama tra i 350 e i 500mila visitatori, ai quali ora viene offerta un’occasione in più per visitare la città.
Sul fronte della promozione in sé della mostra di Monet, infine, i cartelloni pubblicitari sono affissi anche sui tram di Milano e a chi li fotografa “in viaggio” è offerto un ingresso omaggio. Sempre a proposito di “marketing in movimento”, un’associazione pavese di privati ha promosso, in concomitanza con l’evento, un trenino a tema che permette ai visitatori della mostra di poter anche viaggiare tra le bellezze del centro.
Quest’anno è stato introdotto il biglietto integrato: chi visiterà la mostra di Monet potrà accedere ai musei civici gratuitamente.

Nella foto:
Lo splendido ingresso del Castello Visconteo con i manifesti dedicati a Monet

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