Pronto soccorso al collasso: ora il caso diventa regionale

Il pronto soccorso dell'ospedale Sant'Anna

Il pronto soccorso dell’Ospedale Valduce

L’emergenza generata dal sovraffollamento dei reparti di pronto soccorso degli ospedali nelle ultime 72 ore diventa un caso regionale. Giovedì l’assessore lombardo al Welfare, Giulio Gallera, ha comunicato come in tutta la Lombardia siano state «attivate le procedure di emergenza, richiamando il personale in ferie e aumentando le ore di presenza con gli straordinari». La situazione da ieri in realtà sta tornando lentamente nella normalità, almeno nel Comasco.
Il problema è stato causato, lo ricordiamo, anche dal primo picco dell’influenza. Soltanto giovedì sono stati accolti al pronto soccorso del Sant’Anna di San Fermo 50 anziani, valutati come “codice giallo” per problematiche respiratorie, ovvero bronchiti e broncopolmoniti dovute all’influenza. «Invito – ha detto Gallera – tutti i soggetti più a rischio, le persone fragili, anziane e i bambini, a sottoporsi alla vaccinazione antinfluenzale. Il vero picco è previsto per fine gennaio, quindi si è ancora in tempo».
Sul tema sono intervenuti anche i sindacati. «La situazione di emergenza e di superlavoro si ripercuote ovviamente anche sul personale», scrive Gerardo Larghi, segretario generale della Cisl dei Laghi, che chiede «assunzioni di medici e soprattutto di infermieri» e propone «l’apertura della cittadella sanitaria all’ex ospedale Sant’Anna, con la creazione di un punto di pronto intervento e di ambulatori aperti per almeno 14-16 ore al giorno dedicati in particolare all’anziano fragile e con patologie croniche».
«Esprimiamo infine il dubbio – conclude il segretario generale della Cisl dei Laghi – che tale condizione di emergenza dei pronto soccorso possa derivare anche dai ritardi nell’attuazione delle riforma sanitaria lombarda.
Sulla stessa linea anche la nota della Uil con i segretari Vincenzo Falanga e Massimo Coppia, che chiedono un «maggior coinvolgimento di pediatri e medici di famiglia nei momenti in cui si verificano i picchi influenzali» e la creazione di una rete tra i professionisti per diminuire le attese.
«Oggi l’emergenza è stata e sarà sopperita anche grazie alla disponibilità di tutto il personale – scrivono – a cui vanno i nostri ringraziamenti, ma se non ci si interroga sulle cause di quanto si è verificato in questi giorni, non sempre riusciremo a essere così fortunati».
Attese che, come anticipato, sono calate da giovedì. Dalla mezzanotte di mercoledì alle 16 si erano presentati al pronto soccorso del Sant’Anna 186 pazienti, con attese per i codici verdi, bianchi e azzurri scese dalle 12 alle 4 ore.
Meglio la situazione anche al pronto soccorso del Valduce, come spiega il primario di Neurologia, Mario Guidotti.
«Si va verso la normalizzazione – spiega il professor Guidotti – anche grazie all’apertura dell’ala del day surgery. Il tam tam dei media ha sicuramente fatto la sua parte. Per i codici verdi ci sono ancora attese dalle 2 alle 4 ore, ma speriamo che il picco dell’emergenza sia cessato».
Paolo Annoni

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