Pronto soccorso del Valduce. Estenuante attesa di sette ore

Odissea in ospedale – È accaduto, ieri dopo mezzogiorno, a una pensionata novantenne
La direzione sanitaria: «Ci scusiamo, ma in inverno abbiamo picchi di accessi»
Sette ore nella sala d’attesa del pronto soccorso del Valduce in attesa di un esame urgente. È accaduto ieri a una pensionata novantenne, accompagnata dalla figlia nel reparto di urgenza di via Dante e rimasta per l’intera giornata in attesa di essere visitata.
«È stata un’odissea assurda – denuncia la donna – Come mia madre c’erano decine di altri pazienti nelle medesime condizioni, lasciati senza sapere nulla per ore in una sala d’attesa affollata all’inverosimile».
«Abbiamo
un picco di accessi come accade abitualmente nella stagione invernale – risponde il direttore sanitario dell’ospedale, Alessandro Rampa – Ci spiace per i disagi ma in queste condizioni chi non ha una reale urgenza resta inevitabilmente in attesa».
La pensionata è arrivata al pronto soccorso del nosocomio cittadino attorno a mezzogiorno. «Mia mamma non stava bene e il medico curante ci ha prescritto un ecodoppler urgente, indirizzandoci al pronto soccorso – racconta la figlia – Siamo stati subito registrati, poi ci hanno chiesto di attendere».
«Mia madre – aggiunge – è stata lasciata su una sedia in sala d’attesa fino alle 18.45 circa. È inaccettabile. E non siamo state certo le uniche a lamentarci. C’erano persone in attesa addirittura da prima, comprese persone anziane. La sala era talmente affollata che c’erano persone in piedi».
La situazione non era sicuramente semplice e non è mancato del nervosismo. «Ho visto persone esasperate e indignate – aggiunge la comasca – Non è possibile trattare in quel modo persone che stanno male».
Il direttore sanitario del presidio di via Dante, Alessandro Rampa, conferma il picco degli accessi. «Come d’abitudine questo è il periodo più critico dell’anno – sottolinea il medico – Il personale è a pieno regime naturalmente e abbiamo anche potenziato il numero di infermieri. Purtroppo, capitano momenti in cui il numero di richieste è talmente elevato che diventa difficile rispondere in tempi rapidi. Naturalmente, chi ha un’urgenza reale non viene certo lasciato in attesa».
«Mi sento di rinnovare ai cittadini l’appello a presentarsi in pronto soccorso solo qualora sia davvero necessario – aggiunge Rampa – L’attesa dipende dal numero di pazienti e dalla gravità delle condizioni di ciascuno. Purtroppo, può capitare che nei momenti di maggiore afflusso chi non ha una reale urgenza attenda anche per molte ore. Il buon uso del pronto soccorso favorisce chi ha effettivamente bisogno. Mi scuso con chi avesse subito disagi particolari, ma purtroppo l’attesa è inevitabile in certe situazioni».

Anna Campaniello

Nella foto:
Estenuante attesa al pronto soccorso del Valduce per una novantenne, che ha aspettato sette ore prima di essere visitata

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