Pronto soccorso pericoloso, vertice in prefettura

Nuovo Ospedale Sant' Anna

Una decina di giorni fa gli infermieri dei pronto soccorso dell’ospedale Sant’Anna e del Sant’Antonio Abate di Cantù aveva denunciato continue aggressioni verbali e anche fisiche da parte dei pazienti e chiedono all’azienda di garantire maggiore sicurezza. La richiesta era stata messa nero su bianco dal presidente del Collegio Infermieri Oreste Ronchetti in una lettera inviata ai direttori generali di Asst Lariana e Ats Insubria.
Ieri è arrivata una prima concreta risposta istituzionale. Il direttore generale dell’Asst Lariana Marco Onofri e il direttore amministrativo Salvatore Gioia hanno partecipato alla riunione di coordinamento tecnico sulla sicurezza, convocata dalla Prefettura di Como. All’ordine del giorno erano anche gli episodi di violenza verificatisi recentemente nel pronto soccorso dell’ospedale Sant’Anna di San Fermo della Battaglia e in quello dell’ospedale di Cantù.
Dal canto suo, l’Asst Lariana oggi riunirà i rappresentanti dei Pronto Soccorso dell’azienda, della Vigilanza interna, del Risk Management, del Servizio Prevenzione e Protezione, della Formazione e della Direzione Amministrativa per analizzare le problematiche. È ormai chiaro che in pronto soccorso o al front office, di notte o di giorno, chi si occupa dell’assistenza sanitaria o chi è preposto ad attività di sportello a volte subisce da parte di alcuni utenti insulti e minacce. L’azienda ha già in atto protocolli specifici per gestire le emergenze, compresa la tutela legale per i dipendenti che intendono sporgere querela. Sono in corso inoltre i lavori di installazione di 5 telecamere per il pronto soccorso di Cantù per un investimento di 14mila euro circa e si sta valutando un ampliamento dell’organico della vigilanza aziendale tramite procedure di mobilità interna.

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