Prorogata l’accoglienza dei migranti sul Lario fino alla conclusione dell’emergenza profughi

«L’emergenza continua, dunque tutti i contratti in essere saranno prorogati». La macchina comasca dell’accoglienza ai migranti non si arresta con la fine dell’anno. Lo assicura il prefetto di Como, Bruno Corda. «Tutti i contratti sottoscritti hanno come scadenza il 31 dicembre per ragioni di contabilità dello Stato – spiega il rappresentante del governo – Stiamo predisponendo le proroghe perché dobbiamo provvedere ai bisogni delle persone già presenti sul nostro territorio».

Sia il centro di accoglienza di via Regina, a Como, che può ospitare fino a 300 migranti, sia tutti gli altri alloggi sparsi nel Comasco e gestiti da associazioni ed enti caritatevoli sulla base di gare di appalto effettuate e finanziate dalla Prefettura continueranno dunque a offrire almeno per altri sei mesi un riparo ai tanti immigrati giunti in riva al Lario nella speranza di poter proseguire il loro viaggio verso il resto dell’Europa, dove le opportunità di lavoro sono maggiori rispetto all’Italia.

Nei giorni scorsi era stato lo stesso prefetto a dare le cifre del fenomeno. Corda, durante la sua relazione di fine anno, ha ricordato che a Como, tra maggio e novembre, sono transitati 28mila migranti, tra cui 9mila minori. I richiedenti asilo sono stati 1.376. La struttura di accoglienza di via Regina, inaugurata il 19 settembre scorso e gestita dalla Croce rossa, è tornata nel mirino della Lega Nord.

Ieri il deputato comasco Nicola Molteni ha di nuovo chiesto «l’immediata chiusura del centro di accoglienza che doveva essere svuotato entro il 31 dicembre», cioè domani. Il prefetto fa però notare che «l’attività del centro di accoglienza di via Regina sarà prorogata fino alla cessazione dell’emergenza profughi, che viene costantemente monitorata». Il centro di via Regina sarà pertanto in funzione per almeno altri sei mesi anche se è impossibile dare scadenze precise visto che, come ricorda lo stesso rappresentante del governo, «i flussi di migranti aumentano o si riducono sulla base di logiche difficili da prevedere».

Che l’emergenza migranti sia ben lungi dall’affievolirsi lo ricorda anche Bruno Magatti, assessore ai Servizi sociali del Comune di Como, che ieri mattina ha partecipato a Milano a un vertice sul tema dei profughi. «Il sistema di accoglienza non va verso una soluzione rapida – afferma Magatti – visti anche i continui respingimenti dei migranti alla frontiera con la Svizzera. Servirebbero risposte strutturali, con il progressivo passaggio dalle strutture di tipo Cas (i Centri di accoglienza straordinaria di competenza prefettizia, ndr), oggi preponderanti, come per esempio il centro di via Regina, a quelle in logica Sprar (il Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati)».

Secondo Magatti bisognerebbe passare dal sistema emergenziale dei Cas al sistema organizzato degli Sprar, secondo quanto convenuto dal protocollo siglato dal governo con l’Anci (l’Associazione nazionale dei Comuni italiani), che prevede la presenza di 2,5 migranti ogni mille abitanti sull’intero territorio nazionale. Una politica che presuppone però l’adesione di un maggior numero di Comuni rispetto a quanto avviene oggi. «I migranti presenti sul territorio del nostro Comune sono più di 800 – conclude Magatti – e sono accolti in strutture che sostanzialmente sono dei Cas, ovvero dei centri per gestire l’emergenza».

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