Prosseda, la musica come dono che arriva in corsia

Si terrà domenica 17 aprile presso la Sala Bianca del Teatro Sociale di Como il secondo evento speciale della nuova edizione di Como Classica, il festival diretto dal violinista lariano Davide Alogna, che intende rendere accessibile a tutti – e non solo a chi già è esperto – la musica classica. Alle 18 verrà presentato il libro “Donatori di musica” (Edizioni Curci) che racconta la storia e le attività dell’omonima associazione: una rete di volontari, medici, musicisti e pazienti che dal 2009 porta la grande musica nei reparti di Oncologia di tantissimi ospedali italiani. Roberto Prosseda – musicista e co-fondatore del progetto – racconterà, anche attraverso la sua musica, com’è nata l’idea e come è stato possibile realizzarla. Il libro racconta come l’esperienza emotiva e umana dell’ascolto della musica dal vivo sia un diritto di tutti, e in particolare di chi si trova ad affrontare situazioni critiche. Con i Donatori di musica le corsie degli ospedali si trasformano in vere e proprie sale da concerto, una storia unica ed emozionante che ha raccolto fin da subito l’entusiasta adesione di medici e musicisti da tutta Italia. Oltre 300 musicisti, infatti, aderiscono al Manifesto dell’Associazione e si impegnano ogni anno per regalare almeno un concerto. Tra loro molti illustri esponenti dei più diversi generi musicali: Stefano Bollani, Enrico Dindo, Bruno Canino, Renzo Arbore, Enrico Ruggeri, Andrea Bocelli, Elio delle Storie Tese, Roberto Prosseda, solo per citarne alcuni. E con loro medici, pazienti, infermieri, volontari: tutti insieme alleati nel sentimento più nobile di ogni uomo, l’amore per la vita.

Oltre a raccontare questa bellissima esperienza, durante l’incontro Roberto Prosseda eseguirà anche le musiche di Felix Mendelssohn (4 Lieder ohne Worte Variations sérieuses, Fantasia op. 28) e di Fryderyk Chopin (Notturni op. 9 n. 1 e 2, Ballata op. 52).  L’organizzazione dell’incontro è in collaborazione con Edizioni Curci e le royalties del libro verranno interamente devolute all’associazione. L’ingresso è gratuito ma riservato ai soci che hanno sottoscritto o sottoscriveranno la tessera annuale al costo di 20 euro. È possibile associarsi a Como Classica prima dell’inizio degli eventi della stagione; per ulteriori informazioni su come e dove è possibile sottoscrivere la tessera scrivere a comoclassica@gmail.com.

Roberto Prosseda ha guadagnato una notorietà internazionale come pianista classico in seguito alle incisioni Decca dedicate alla musica pianistica di Felix Mendelssohn. È vincitore di numerosi premi discografici, dal 2005 suona regolarmente con alcune delle più importanti orchestre del mondo e in Italia è ospite dei maggiori Enti concertistici, tra cui l’Accademia di Santa Cecilia, il Teatro alla Scala, l’Unione Musicale di Torino e il Teatro la Fenice.

Oltre a Mendelssohn, Prosseda è apprezzato nelle interpretazioni di Mozart, Schubert, Schumann e Chopin ed è attivo anche nella promozione della musica contemporanea.

Roberto Prosseda si occupa anche di ricerca e divulgazione musicale. È co-autore di tre documentari, dedicati a Mendelssohn, Chopin e Liszt, con la regia di Angelo Bozzolini, prodotti da RAI Educational. Ha curato numerosi cicli radiofonici per Radio Vaticana e Radiotre (tra cui quello su Aldo Clementi) ed è autore del volume “Guida all’ascolto della musica pianistica” (Curci, 2012). Nel 2012 ha ideato un nuovo format di lezione-concerto sui principi espressivi dell’interpretazione pianistica, in cui dialoga e si confronta con il robot-pianista Teo Tronico. È presidente dell’Associazione Mendelssohn Italia, consulente artistico di Cremona Musica International Exhibitions e del Montebello Festival di Bellinzona, co-fondatore e direttore artistico dell’Associazione di volontariato “Donatori di Musica”.

“Non è qualcosa che abbiamo realizzato partendo da un progetto freddo, pensato a tavolino – dice Prosseda al “Corriere di Como” –  Tutto è nato dall’esigenza pratica, concreta, terapeutica, di un medico oncologo che incontrò un paziente che era un importante produttore di concerti e dischi, ammalato di un tumore allo stato molto avanzato.  Da quell’incontro è nata la voglia di dare un messaggio: la malattia non impedisce di vivere, per questo il medico  ha dato al produttore un compito preciso, gli ha chiesto di organizzare una piccola stagione proprio dove si trovava, e cioè in ospedale. A quella stagione  anche io ho partecipato. Un messaggio di speranza perché la musica permette una qualità della vita migliore, anche in situazioni particolarmente dolorose o disagevoli. Il medico si toglieva in qualche modo il camice, era lì per stare insieme con gli altri, e condividere la bellezza di una musica suonata dal vivo, e così il paziente a sua volta si toglieva il pigiama, per tornare a teatro, in una dimensione di bellezza condivisa. Insomma, l’iniziativa ha rimescolato i ruoli. Aiuta i medici a scoprirsi persone, a non basarsi solo sulle responsabilità professionali, e i malati stessi sono aiutati a non fossilizzarsi sulla propria malattia, a non esserne il mero contenitore. Insomma un’esperienza umana forte che permette di rivelare la bellezza insita in ciascuno di noi, che fa ricordare che siamo ben altro rispetto al nostro corpo, siamo esseri pieni di risorse che spesso ci aiutano a guarire. In un concerto come quelli che proponiamo il malato torna parte attiva”.

Anche ai musicisti l’esperienza è utile: “Ci concentriamo sulla bellezza di condividere la musica – dice Prosseda – ci si dimentica dell’ego. Vale per i malati e i medici ma anche per noi. Non pensiamo più alla tecnica, agli strumenti, ma alle persone che siamo e a quelle che ci ascoltano e vivono con noi una passione. E questo imprinting ci serve anche nei concerti cosiddetti normali, dove arriviamo non per sostenere un esame ma per star bene tutti insieme. Ormai il mio approccio come musicista è quello: la bellezza fa scaturire la voglia di bellezza che è dentro di noi, un’energia condivisa che si percepisce anche nell’aria e fa stare meglio. La musica anche fuori dagli ospedali non dovrebbe essere considerata solo arte, cultura o una materia sempre meno presente nei programmi delle scuole. In realtà è un diritto di tutte le persone come il cibo e l’acqua, è un elemento vitale fondamentale. Dovrebbe passarla la mutua, è un bene di tutti”.  Il progetto è nato nel 2009 come associazione ed è attivo in una decina di ospedali italiani. In questi mesi stanno arrivano le adesioni di numerosi ospedali, anche grazie alla pubblicazione di Prosseda che verrà presentata a Como. “Non è un progetto solo culturale – sottolinea Prosseda – ma ha una fortissima valenza sociale. Una forma di “concertoterapia” in cui tante persone condividono un’esperienza estetica. Speriamo che anche l’ospedale Sant’Anna di San Fermo possa entrare a far parte dei nostri sostenitori. Uno dei nostri primi sostenitori è stato un musicista del Conservatorio Verdi di Como e questo è di buon auspicio”.

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