Protesta anti G8 in dogana: 11 a processo

Il pomeriggio dell’11 luglio 2009, una quarantina di no-global bloccò il valico doganale stradale di Ponte Chiasso per protestare contro il G8 che si era tenuto qualche giorno prima a L’Aquila.
Una manifestazione a sorpresa, che causò tensioni in frontiera e il fermo della circolazione delle auto dirette in Canton Ticino.
Per quei fatti, che costrinsero la polizia di stato ad intervenire, sono finiti a processo in undici. Ragazzi che oggi hanno dai 25 ai 33 anni (all’epoca dunque dai 19 ai 27) in arrivo dal Milanese (in tre casi), ma anche dalla Bergamasca (un no-global di Azzano San Paolo) dal Comasco (Cermenate, Rovellasca, Novedrate e Capiago Intimiano) ma pure dalla Svizzera (Locarno e Vacallo). Devono rispondere a vario titolo di porto abusivo di oggetti atti ad offendere (fu sequestrato un bastone) ma anche di resistenza a pubblico ufficiale, favoreggiamento e lesioni. È inoltre al vaglio (anche se non ancora contestata) una eventuale accusa di interruzione di pubblico servizio.
Asf infatti, da quanto sarebbe emerso, fu costretta a sopprimere più corse dirette da Como a Ponte Chiasso proprio in seguito al caos viabilistico che era stato causato dal blocco alla dogana, con code di veicoli fino al centro cittadino. L’udienza si è aperta ieri mattina, con i primi testimoni dell’accusa che sono stati sentiti dal pm Vanessa Ragazzi davanti al giudice monocratico Nicoletta Cremona. L’udienza è poi stata rinviata al 30 settembre.
Secondo la tesi della procura di Como, quel pomeriggio – la protesta inizio intorno alle 16 – la manifestazione «non autorizzata» portò ad «occupare la sede stradale di via Bellinzona» non consentendo la «circolazione del traffico veicolare».
All’arrivo delle forze dell’ordine poi ci furono più episodi di resistenza, soprattutto nei confronti di chi stava riprendendo con la telecamera quello che accadeva.
In seguito, i manifestanti furono identificati e, grazie appunto alle immagini, furono attribuite le responsabilità poi confluite nel capo di imputazione approdato in aula, anche se a quasi sei anni di distanza dai fatti.
La protesta anti G8, che si era concluso a L’Aquila, si concentrò a Como. La polizia riuscì a spingere i manifestanti da Ponte Chiasso fino a Monte Olimpino, lungo la strada che porta al cimitero, a poca distanza dall’uscita dell’autostrada A9. E in quel luogo avvenne poi l’identificazione dei ragazzi.

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