Protesta degli autotrasportatori, il prefetto non concede l’autorizzazione al corteo dei Tir
Cronaca, Economia

Protesta degli autotrasportatori, il prefetto non concede l’autorizzazione al corteo dei Tir

Bruno Corda, prefetto di Como

Stallo in attesa del bivio: o lo sciopero rientra o sarà caos, sabato prossimo.

 Trattative al calor bianco sul fronte  autotrasportatori. Ieri è stato acceso il confronto con il prefetto Bruno Corda e la categoria cui dà voce la Fai di Como e Lecco tramite Unatras, l’unione nazionale delle associazioni dell’autotrasporto merci. Il rappresentante del governo infatti non ha concesso  il necessario permesso per la manifestazione di protesta annunciata per sabato prossimo, con un corteo di ben 200 Tir.  La Fai, quale principale rappresentanze associativa dell’autotrasporto della provincia di Como e di Lecco, è stata ricevuta ieri  dal prefetto di Como al quale sono state documentate le problematiche cui il settore versa.  Ma l’ok alla manifestazione è stato decisamente negato per motivi di sicurezza e opportunità. I sindacati sperano ancora di ottenere un assenso nell’incontro di domani mattina, dove torneranno  a esporre le loro ragioni.
Per il 18 marzo le associazioni di categoria avevano annunciato una mobilitazione che avrebbe fatto leva su  cortei di Tir: il programma è invadere Como con un centinaio di automezzi e poi proseguire  in corteo fino a  Lecco. In contemporanea altri cento Tir partirebbero dalla città manzoniana per raggiungere quella voltiana. Il progetto di questa giornata, che sulla carta si preannuncia al calor bianco sul fronte della viabilità, è  posizionarsi in presidi strategici davanti agli uffici alla Motorizzazione Civile, della Provincia e della Prefettura, in segno di protesta per le lungaggini nel rilascio dei documenti di circolazione, per il mancato rilascio delle autorizzazioni ai trasporti eccezionali.
Le questioni ancora insolute che lamentano i sindacati di categoria sono numerose: dalla determinazione mensile dei costi indicativi di  esercizio dei servizi di trasporto, con sanzioni per chi non rispetta i tempi di pagamento nei servizi effettuati,  all’assunzione di iniziative che garantiscano il nostro trasporto dalla concorrenza sleale estera.
Particolare accento nelle proteste di fronte al prefetto è stato dato alle  difficoltà che la categoria riscontra verso gli Uffici Pubblici, quali la Motorizzazione Civile e l’amministrazione Provinciale. Con danni che a cascata si riverberano su tutta l’economia locale.
14 Marzo 2017

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