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Protocollo sicurezza per il ritorno sui banchi, le critiche dei presidi: «Troppe incongruenze»

Varato nella notte tra venerdì e sabato e non ancora sottoscritto dall’Anp, l’Associazione dei presidi, il Protocollo sicurezza delle scuole in vista dell’avvio del nuovo anno fa molto discutere a poco meno di un mese dal ritorno sui banchi. Uno strappo clamoroso quello dei presidi, ma anche giustificato, come spiega Angelo Valtorta, dirigente del Liceo Volta di Como. «Chi scrive le norme dovrebbe essere competente e comprenderne fattibilità e praticabilità – spiega – Altrimenti escono dei pasticci e contenziosi amministrativi così numerosi che rischiano di mandare in default le scuole».Valtorta si riferisce in particolare alle verifiche da effettuare sui green pass dei docenti e del personale scolastico. «Il protocollo dice che il personale senza green pass va sospeso, dopo 5 giorni, e messo senza retribuzione – dice Valtorta – ma i presidi non hanno questo potere. Soltanto l’Ufficio scolastico regionale ha facoltà di mettere il personale senza stipendio. Noi possiamo soltanto chiedere il green pass, come un qualsiasi ristoratore. Oppure mandare i nominativi all’Ats Insubria per i controlli. Tenendo conto che ci saranno anche i supplenti da censire. Nessun dirigente scolastico può firmare un decreto per fare stare a casa un dipendente. La massima sanzione prevista è la censura. Questo significherebbe un pioggia di ricorsi al Tar, tutti vinti dai ricorrenti. Siamo favorevoli alla sicurezza sanitaria e ai controlli, ma la norma va scritta bene», conclude.«In questi documenti le differenze sostanziali vengono fatte dai dettagli – commenta Roberto Peverelli, preside del Setificio “Paolo Carcano” – Pensiamo ad esempio al distanziamento tra gli studenti. In molti aspetti non mi pare vi siano grandi variazioni rispetto allo scorso anno. Noi siamo riusciti a mettere in pratica le direttive, ma ora la dicitura inserisce la distanza non più tra docente e studenti, ma tra cattedra e studenti. Si sposta solo di un metro più in là, ma si vanno a stravolgere gli equilibri delle classi. Studieremo tutto con cura», conclude.Attendono le norme definitive anche i colleghi del Giovio, Nicola D’Antonio e della Ripamonti, Gaetana Filosa. Domenico Foderaro, storico preside del Pessina andrà invece in pensione dal 1° settembre e aspetta soltanto di conoscere il nome del suo successore. Dalle superiori alle medie e alle elementari la musica cambia poco, come spiega Simona Convenga dirigente scolastica dell’Istituto comprensivo Prestino-Breccia.«Difficile commentare un accordo con carattere di urgenza – dice – Comporta una posizione che allo stato attuale è subordinata e condizionata dalle vicende normative di secondo livello, già annunciate con il decreto 111. Ritengo che sia prudente attendere disposizioni di dettaglio rispetto al sistema e alle misure organizzative che garantiscano il servizio e i diritti di tutta la comunità scolastica. Come sempre faremo quello che dobbiamo e quello che possiamo, visto che le misure organizzative sono di competenza del preside, che può contare su una certa esperienza in materia», conclude la preside.

Redazione

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